L’odio di Fiamma Nirenstein contro Erdoğan

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

DA: ANDREA CARANCINI


L’odio sionista contro Erdoğan esce finalmente allo scoperto: è di ieri un velenoso articolo della ben nota fanatica Fiamma Nirenstein, uscito su Il  Giornale , in cui si fa scientemente opera di disinformazione. Sorvolo sulla causa occasionale dell’articolo (le falsità – vere o presunte – di uno sceneggiato della televisione turca sull’esercito israeliano) perché la considero irrilevante. Mi preme invece evidenziare le bugie propalate dalla Nirenstein nella seconda parte dell’articolo.

 

· Sul ritiro dell’ambasciatore turco da Gerusalemme. Scrive Nirenstein che l’attuale ambasciatore Ahmet Oguz Cernicol è stato ritirato perché “forse ritenuto troppo morbido dopo un recente testa a testa con il governo israeliano”. La definizione di “testa a testa” è spudorata perché, come si ricorderà, il detto ambasciatore venne a suo tempo pubblicamente umiliato dal governo israeliano: dopo essere stato convocato venne infatti fatto sedere su un divano più basso (foto), mentre il vice-Ministro degli Esteri israeliano diceva ai fotografi: “Fate attenzione che sta seduto su una sedia più bassa, mentre noi stiamo su quelle più alte, che sul tavolo c’è solo la bandiera israeliana e che non stiamo sorridendo”.


· Sull’avvicinamento di Erdoğan al mondo islamico, che secondo l’articolista sarebbe “potente” e rivolto contro l’Occidente. Si capisce che Nirenstein, per “mondo islamico”, intende qui essenzialmente l’Iran, e per “mediazione” l’adeguamento supino ai diktat israeliani. In realtà, quando Erdoğan insiste che la controversia sul nucleare iraniano deve essere risolta diplomaticamente, svolge precisamente quell’attività di mediazione che la Nirenstein gli rimprovera di aver interrotto. Il problema, per i sionisti, è che la svolge da capo di stato, come del resto Chavez (che non è nemmeno musulmano) e non da uomo di paglia e/o da complice di Israele, come accadeva quando i governanti turchi erano espressione della casta militare massonica.


· Sui militari turchi “imprigionati dal governo”. Nirenstein si riferisce all’”affare Ergenekon”, al progetto cioè di colpo di stato della “Gladio del Bosforo” per rovesciare il governo di Erdoğan. In realtà, alla Nirenstein è “sfuggito” il fatto che i militari in questione non sono stati arrestati “dal governo” ma dalla magistratura (la Turchia è pur sempre una democrazia, pur se non indulgente con i misfatti israeliani), che dei 22 alti ufficiali rimessi in libertà la settimana scorsa ne sono stati riarrestati 21, e che, se è vero che il procuratore capo di Istanbul ha sollevato dall’incarico i tre magistrati che stavano indagando sul complotto, tale decisione è stata ampiamente criticata in Turchia da svariati giuristi di chiara fama, anche perché – particolare non irrilevante – a quanto pare il detto procuratore capo figura nell’elenco dei magistrati che sarebbero stati confermati nell’incarico in caso di riuscita del colpo di stato.


· Sul carattere “islamista” del progetto di riforma costituzionale presentato da Erdoğan. Cosa c’è di islamista in una riforma che voglia rafforzare l’esecutivo “mettendo in subordine il militare e il giudiziario”? Ammesso, e non concesso, che si tratti puramente di “subordine” e non di un doveroso riequilibrio dei poteri (lodato da importanti esponenti del Parlamento europeo, davvero è così scandaloso che, in democrazia, i militari accusati di reati contro lo stato possano finalmente essere giudicati dai tribunali civili, invece che esclusivamente da quelli militari?

 

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