L'Afghanistan della NATO: campione della produzione di droghe

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: PRAVDA


Dobbiamo toglierci il cappello davanti alla NATO. Questa cricca di lobbysti di armi e di difensori del lavoro dei giovani ha invaso l’Afghanistan nel 2001 col pretesto che Osama bin Laden stava usando il paese per minacciare gli interessi dell’occidente. Quasi un decennio dopo che i talebani avevano dichiarato guerra alla produzione di droga, l’Afghanistan della NATO è non solo il più grande produttore mondiale di oppio ma ora anche di hashish.


L’agenzia delle Nazioni Unite sulle droghe e sul crimine [UN Office on Drugs and Crime, UNODC], nel suo rapporto sulla diffusione della cannabis in Afghanistan, diffuso mercoledì, ha calcolato che in Afghanistan vengono coltivati 24 mila ettari di cannabis all’anno. Non si tratta solo di una cifra scioccante: il peggio è l’affermazione che tale produzione ha luogo nella metà delle 34 province del paese.

 

Il Direttore esecutivo dell’UNODC, Antonio Maria Costa, ha dichiarato nel rapporto che “il rendimento sbalorditivo della coltivazione della cannabis in Afghanistan rende l’Afghanistan il più grande produttore di hashish del mondo, con una capacità stimata tra le 1.500 e le 3.500 tonnellate all’anno”, equivalente a 145 chili per ettaro, rispetto ai 40 chili del Marocco. La cannabis rende 3.900 dollari all’ettaro, rispetto ai 3.600 dollari dell’oppio.

 

Il rapporto delle Nazioni Unite afferma che ci sono centri di vendita sia di cannabis che di oppio in tutto il paese.

 

E allora, cosa sta facendo esattamente la NATO in Afghanistan, dove si pensava che i talebani si sarebbero arresi dieci anni fa e ancora non lo hanno fatto, dove nello stesso periodo la produzione di eroina è aumentata non meno di 40 volte e dove ora il titolo d’onore dell’Afghanistan è quello di essere il detentore del record mondiale della produzione di oppio e di cannabis?

 

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