Kirghizistan, la fine della rivoluzione dei tulipani e la guerra tra Russia e Stati Uniti

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

 

Da: IRIB

Solo due giorni dopo l’inizio della nuova ondata di proteste in Kirghizistan le notizie che giungono dalla Repubblica dell’Asia centrale sono sempre più imprevedibili.

Mercoledì si sono succedute notizie sempre più negative per il governo; prima le decine di morti e feriti negli scontri tra polizia e manifestanti; nelle prime ore del mattino il coprifuoco del governo che tentava di controllare la situazione col pugno di ferro; poi il pestaggio del Ministro dell’interno ad opera della folla infuriata, la conquista del ministero dell’intelligence, la presa della radio e della tv di stato ad opera dell’opposizione, la fuga del presidente Bakiyev e infine la proclamazione del governo ad interim da parte dell’opposizione.

Insomma una giornata molto movimentata che rievoca la primavera del 2005, quando la rivoluzione dei tulipani pose fine al governo di Askar Akayev. La realtà amara sul paese dell’Asia centrale è che si trova alle prese con forti problemi economici; la povertà esercita una pressione notevole sulla gente e ad accrescere la rabbia popolare, la corruzione diffusa negli uffici governativi; erano problemi dell’era Akayev che sono rimasti, anzi si sono intensificati durante l’era Bakiyev e quindi prima o poi un rovesciamento del governo era pure prevedibile. Inutile è perciò l’accusa rivolta dal governo di Bakiyev alla Russia circa la veicolazione delle proteste; la gente è veramente arrabbiata e insoddisfatta.

Non per questo comunque possiamo respingere completamente un coinvolgimento russo; è certo che il governo Bakiyev non stava tanto simpatico a Mosca e ciò perchè si muoveva in base alle direttive ricevute da Washington. Gli Stati Uniti che avevano favorito proprio la famosa rivoluzione dei tulipani, dal 2005 in poi hanno messo su la base aerea di Manas per dare sostegno alla campagna in Afghanistan e con il loro uomo di fiducia Bakiyev avevano pure messo su contratti per la costruzione di altre basi sul territorio del paese.

La protezione degli americani al governo Bakiyev, dice l’opposizione, aveva dato a lui la possibilità di soffocare le critiche e di agire in maniera despotica; ora però la gente ha deciso di voltare pagina e così Russia e Stati Uniti ora si dovranno giocare nuovamente la partita di potere nell’ex Repubblica sovietica.

Quello che è poco ma sicuro è che per gli americani le cose si mettono male e chissà se riusciranno a mantenere la base di Manas.

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