Israele prepara un’altro attacco al Libano, è giunta l’ora della resa dei conti

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

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Israele, in verità, non è mai riuscito a mandar giù il rospo di quella “umiliante” sconfitta dopo i 33 giorni di aggressione al Libano, avvenuta nel 2006.

 Certo l’aviazione israeliana con i suoi bombardamenti a tappeto ha ucciso oltre 1200 libanesi ed ha cosparso il sud del Libano di bombe a grappolo, da assicurare morti ai civili per i prossimi decenni, ma sul campo di battaglia, TelAviv ha subito una sconfitta esemplare e in più non dinanzi ad un’esercito, ma ad una forza di qualche migliaio di giovani combattenti, gli Hezbollah.

Israele ha fatto molto per uscire dalla crisi politica e identitaria che è piombata sulla sua testa dopo quella sconfitta; la commissione Winograd, poi le dimissioni di Olmert, poi i nuovi schieramenti politici, poi persino la dimostrazione di forza bruta contro Gaza, ma nulla, nulla è servito a invertire la rotta del declino per TelAviv: riduzione della popolazione nei territori israeliani, migrazione degli ebrei una volta venuti in Israele verso i loro paesi d’origine, gli interminabili scandali che hanno investito esercito, autorità, religiosi.

Sul piano internazionale lo scostamento anche da parte dei soliti alleati, per via degli insediamenti illegali, il traffico di organi, l’assedio a Gaza e infine per la falsificazione dei passaporti europei; insomma per azioni che molto affettuosamente possono essere definite “fuorilegge”; e poi, straziante per TelAviv, l’incapacità di imporre un nuovo processo per così dire di pace ai palestinesi e costringerli ad accettare nuove condizioni e a fare concessioni.

E così ora pare che l’establishment a TelAviv, che vede colpevole del suo declino quella sconfitta del 2006, abbia deciso di aggredire nuovamente il Libano.

Le autorità libanesi come il presidente del Parlamento Nabih Berri, il presidente della Repubblica Michel Suleiman ed il premier Saad Hariri sanno bene che il pericolo è dietro le porte e in questi giorni e queste ore stanno lavorando per raccogliere il “massimo del sostegno internazionale” in caso di un’aggressione israeliana. Hariri iniziò a parlarne settimane fa a Sarkozy, ieri ne ha parlato anche il Ministro degli Esteri e proprio a lui Amr Moussà, ha confermato che questa volta ci sarà un sostegno compatto dei paesi arabi al Libano in caso di un’aggressione israeliana; superflueo citare la posizione dell’Iran a proposito mentre accanto all’Iran ci sono ora anche altri paesi dell’Islam non-arabo, soprattutto un colosso come la Turchia.

Ed intanto, l’ultima notizia l’ha data il leader di Hezbollah alcuni giorni fà; egli ha spiegato che ormai “ogni punto” all’interno di Israele è nel raggio dei missili di Hezbollah e che nel caso di un nuovo attacco, le sue forze colpiranno precisamente zone affini a quelle che verranno colpite da Israele in territorio libanese.

Chissà se la follia israeliana porterà a un nuovo attacco al Libano, ma se questo ci sarà, pare che questa volta la sconfitta per Israele sarà ancora più sonora del 2006.
Da: IRIB

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