Irlanda del Nord: gli occupanti fanno festa

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Di Alessia Lai , Rinascita


Nella notte dei fuochi, a Belfast, domenica si respirava già tensione. Alla mezzanotte di lunedì i quartieri protestanti hanno iniziato ad illuminarsi: il bagliore del fuoco delle pire ricorda ai cattolici la loro condizione di cittadini di serie b. Accende il cielo con tinte rosse e poi lo stria con le scie nere del fumo.


Operosi ragazzi protestanti si occupano di issare, nei giorni precedenti al 12 luglio - giorno in cui  nel 1690, il re protestante Guglielmo III d’Orange sconfisse il re cattolico Giacomo II nella battaglia di Boyne, sancendo così il predominio dei protestanti sui cattolici irlandesi - altissime cataste di legna in cima alle quali piazzano il tricolore irlandese. Accanto, spesso, cartelli con i nomi di militanti repubblicani irlandesi morti, oppure un manichino vestito da papa cattolico, con tanto di abito candido e tiara. I festeggiamenti del 12 luglio orangista iniziano appiccando il fuoco a questi cumuli di legname e copertoni, falò nei quali vengono bruciati i simboli della comunità irlandese. Domenica notte, i profili delle case dell’Ardoyne, enclave cattolica, quartiere popolare irish circondato da strade protestanti, emergevano dal rosso dei fuochi appiccati in palese sfregio alla comunità. È questione di poche decine di metri, a distanza di qualche strada cittadini britannici mettono in scena lo stesso copione dalla fine del XVIII secolo.


Cattolici e protestanti sono vicini, di fatto convivono nella stessa città ma separati, per alcuni tratti da un muro altissimo, per altri solo da una strada, da un incrocio, una rotatoria, come se ci fossero dei cancelli invisibili, ma ben presenti alle due comunità contrapposte. Il “The glorious Twelfth” è una grande festa per i protestanti, pubblicizzata nel centro di Belfast con un benvenuto in sei lingue. Occasione buona per attirare turisti. “Education trough celebreation” recitano i manifesti pubblicitari sparsi per il centro. L’odio muove il mercato vacanziero interno: da tutta la Gran Bretagna i protestanti arrivano per ricordare agli irlandesi chi comanda nelle sei contee. Trovare un posto in albergo per i giorni vicini al 12 è un terno al lotto. Tutto pieno. Una mobilitazione nazionale per ribadire il dominio di Sua maestà sui territori ribelli. Un’occasione per fare “education”, tramandare ai figli la certezza di essere i padroni del Nordirlanda. Pedagogia della sopraffazione.


Nei quartieri cattolici, dopo la mezzanotte la tensione è palpabile: gli scontri, le scaramucce, anche solo verbali, con i protestanti sono quasi un rito preparatorio. Nel quartiere cattolico di New Lodge, per tutta la sera fra domenica e lunedì, gruppi di streetfighters hanno attaccato le camionette della polizia che li separava dai gruppi protestanti. Verso le due di notte una pioggia di bottiglie, arrivate sul posto a bordo di un carrello per la spesa spinto da alcuni ragazzi, ha investito i mezzi. La polizia è avanzata di qualche metro ma niente di più. Un copione già visto e rispettato anche stavolta: sono esercitazioni, la palestra del ribelle. Colpisce la tranquillità con cui, a pochi metri dai lanciatori bottiglie, famiglie, coppie, gruppi di amici, osservino le scene di guerriglia urbana. Non mancano i bambini, per nulla spaventati. Pedagogia della resistenza.


Il livello di tensione è costantemente aumentato, sono i mesi delle parate orangiste, delle quali quella del 12 è la più importante e partecipata. Ma in tutte le sei contee i protestanti, tra giugno e luglio, organizzano parate al suono dei tamburi e delle bande musicali. Le tensioni hanno tempo di covare e alimentarsi. Accese definitivamente dallo sfregio delle pire. Ci si mette anche la Psni a rinfocolare il clima da guerra civile. Sabato Marian Price è stata arrestata mentre si trovava in auto con Terry McCafferty, entrambi membri del partito repubblicano e ritenuti vicini alla Real Ira, nonostante la Corte europea dei diritti dell’uomo alcuni mesi fa avesse stigmatizzato e criticato fortemente la pratica dello “stop and search” in base alla quale la Psni/Ruc si prende la libertà di fermare chiunque sia sospettato di legami con la resistenza repubblicana. Tutto con una discrezionalità amplissima. Di fatto è un metodo usato per perseguitare i repubblicani, fargli sentire il controllo britannico. In giorni come questi ha l’effetto di accendere gli animi: Marian è stata liberata dopo qualche ora, ma la rabbia è lievitata nei sobborghi cattolici di Belfast.

 

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