Iran-Italia: tra necessità di dialogo e opportunità

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: RINASCITA

“Non si può non dialogare con Teheran”. Ne è convinta il sottosegretario agli Affari esteri Stefania Craxi, secondo cui l’Iran può svolgere un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del Vicino Oriente, così come nella pacificazione dell’Afghanistan e nella lotta al terrorismo e al traffico di droga.


Esistono “preoccupazioni comuni” sulla sicurezza, il terrorismo, il radicalismo e il narcotraffico, ha confermato il vice ministro degli Esteri iraniano, Ali Ahani, intervenendo ieri a Roma alla conferenza Repubblica Islamica dell’Iran-Italia: responsabilità comuni e differenze nel mondo in evoluzione, organizzata dall’Istituto per le relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente (Ipalmo).


Ahani ha elencato quattro punti su cui si possono trovare importanti convergenze tra l’Iran e l’Europa, in particolare l’Italia: stabilizzazione dell’Afghanistan, sicurezza energetica in Europa, lotta al narcotraffico e al terrorismo.


“L’Afghanistan – ha affermato il viceministro – è la prova del fallimento della politica internazionale”. Infatti, “dopo 9 anni di occupazione straniera” ancora non si riesce a delineare una strategia per la stabilità del Paese. “Droga, terrorismo e radicalismo sono le vere sfide”, ha sottolineato Ahani, che si è detto contrario al dialogo con i talibani (“la nostra esperienza ci dice che non è una soluzione”) e ha auspicato il ritiro delle truppe straniere e una conferenza dei Paesi della regione. In questo senso, il ritiro dei soldati italiani previsto entro il 2014 “è un passo importante” anche se arriva “in ritardo”.


Per quanto riguarda la sicurezza energetica, Ahani ha denunciato l’eccessiva “politicizzazione” della questione in Europa. “Senza il gas iraniano – ha spiegato – il progetto Nabucco perde di importanza”. Tuttavia, “per motivi politici”, l’Unione europea ha più volte cercato di escludere l’Iran, riducendo, di fatto, la diversificazione degli approvvigionamenti e aumentando la dipendenza energetica dell’Europa.


Questa politica di isolamento nei confronti di Teheran, ha sottolineato il viceministro, ha danneggiato anche la lotta al traffico internazionale di droga, che ormai “non può più essere circoscritta a un solo Paese, ma richiede una seria volontà internazionale”.


Così come serve una presa di posizione decisa contro ogni forma di terrorismo, perche non può esistere “terrorismo buono e terrorismo cattivo”. “Anche l’Iran è vittima del terrorismo, sponsorizzato per anni da Paesi stranieri”, ha ricordato Ahani, citando il caso dei Mujaheddin del popolo (Mko) e auspicando una conferenza sul tema nel 2011 a Teheran.

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