IN MEMORIA DI VITTORIO ARRIGONI

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da una nota pubblicata da Cristian De Marchis 

 

Proprio questa sciagurata mattina, mentre batto i tasti del PC, soffro la morte di un uomo: Vittorio Arrigoni. Vittorio aveva abbandonato la sua comoda vita e il suo comodo lavoro per andare in soccorso della popolazione palestinese di Gaza City. Non combatteva perchè era un pacifista ma faceva qualcosa di meglio: testimoniava.

Testimoniava i bombardamenti aerei degli F16 israeliani; testimoniava gli spari dei militari IDF (l’esercito israeliano) sui pescatori di Gaza; testimoniava la massiccia uccisione di civili innocenti; testimoniava la lenta e inesorabile morte per leucemia delle vittime del fosforo bianco; in poche parole testimoniava l’inferno in cui si trova il popolo palestinese, martoriato da decenni di occupazione israeliana. Testimonianza più che necessaria di fronte ad un’opinione pubblica occidentale omertosa, e spesso e volentieri compiacente, per lo scempio che sta avvenendo in quelle terre.

Da oggi questa testimonianza non ci sarà più. Due orecchie, due occhi e una bocca in meno sentiranno, vedranno e diranno una semplice verità. Una verità che vogliono uccidere perché è scomoda.

 

Sorprende che gli assassini di Vittorio siano proprio palestinesi: i Salafiti, un gruppo fondamentalista spina del fianco di Hamas e pedina nel gioco del “divide et impera” dell’occupatore israeliano. Mettere palestinesi contro altri palestinesi: Israele lo ha fatto dall’inizio della sua storia e lo fa ancora oggi. Del resto lo facevano gli antichi romani, quindi di che ci sorprendiamo?

 

Vittorio sembra sia morto soffocato. Il corpo è debole e senza ossigeno non vive.

Ma Vittorio non è stato solo corpo: è stato un esempio. E gli esempi sono eterni.

 

Abnegazione, Coraggio, Spirito di solidarietà e Pazienza, uniti all’idea che siamo tutti esseri umani e che sia un crimine intollerabile che un uomo calpesti la vita e la dignità di un altro uomo. Questo era Vittorio e queste erano le sue idee che, nonostante lui sia morto, continueranno a volare libere e troveranno sempre qualcuno felice e orgoglioso di accoglierle e imitare l’esempio di questo grande uomo, nella Speranza che un mondo migliore sia possibile per i palestinesi e per tutti.

 

Non siamo solo carne e non siamo solo animali: siamo esseri umani.

 

Perciò concludo questo semplice e dovuto elogio nel modo in cui Vittorio concludeva ogni suo articolo: “Stay Human”.

 

Restiamo umani.

 

palestina2

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
M


la morte di vittorio mi ha colpito e mi ha avvicinato a tutto quello che faceva ora partecipo ai dibattiti di ISM e leggo i suoi libri! RESTIAMO UMANI!



Rispondi
L


e ti pareva che la colpa era degli israeliani...



Rispondi
G


Ho ucciso io Vittorio Arrigoni, mi dispiace, lo ammetto:
http://www.youtube.com/watch?v=KK_DXAf2KWc



Rispondi
I


Bell'esempio.


Ha lasciato senza dubbio un'impronta, senza bisogno di urlare "così muore un italiano".



Rispondi