In Italya ci prendono per il culo

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: GENTES

 

Leggo: “Senza la prospettiva di una pure graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità” afferma il governatore ricevendo il plauso del neo segretario della CGIL, Susanna Camusso (1).

Leggo e trasecolo. Perché mi tocca prendere atto che, quando si parla di “politica sociale”, Mario Draghi (governatore della Banca d’Italia) e Susanna Camusso (neo segretario della CGIL, il sindacato della sinistra), filano il “perfetto amore”. Ci sarebbe da fare salti di gioia, se i due non facessero dello squallido politichese.

Mi spiego. Dei politicanti sinistri hanno svenduto alcune banche d’interesse nazionale a privati. E, come se questo non bastasse, hanno ceduto anche le quote azionarie della Banca d’Italia in possesso delle banche svendute. Con la conseguenza che la Banca d’Italia è finita in mani private. La svista era troppo vistosa. E si provvide a correggerla con la Legge 262 del 28 dicembre 2005, con la quale si impone ai privati di restituire allo Stato le azioni della Banca d’Italia. Legge che non ha trovato ancora attuazione per il fatto che Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, si oppone fermamente alla nazionalizzazione delle quote azionarie finite in mano ai privati. Con tutta evidenza, Mario Draghi preferisce essere gestito dai banchieri piuttosto che essere il “Governatore degli Italiani”. Sono scelte di campo. Ma che poi lo stesso medesimo personaggio si preoccupi degli Italiani e del loro futuro suscita una qualche meraviglia. E, allora, mi pongo la domanda: “Che cosa si propone Mario Draghi coi suoi discorsi politici? Che voglia anche lui scendere in politica? Non sarebbe l’unico finanziere che spasima per i poveri e per i precari”.

La CGIL, da sempre, ha fatto una politica sindacale che io condivido. Con una vistosa postilla: mentre i sindacati tedeschi hanno puntato a rivendicare il diritto di “cogestire le imprese”, i sindacati italiani hanno fatto solo delle rivendicazioni salariali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: se in Germania si propone la vendita della OPEL, i sindacati tedeschi oppongono un fermo “NEIN”; se in Italia la FIAT decide di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, dirottando in Polonia la produzione della Lancia Ypsilon, i sindacati italiani abbaiano alla luna. E, di questa debolezza, nel sindacato sono più che convinti. Tanto è vero che, quando recentemente Marchionne invocò la “disciplina tedesca”; Landini (FIOM CGIL) gli rispose: “Applichiamo in Italia le guarentigie di cui godono gli operai tedeschi”. E Marchionne prese a parlare di altro.

Insomma: i sindacalisti sanno qual’è la debolezza del sindacato in Italia (non hanno voce in capitolo sulla gestione delle aziende), ma Susanna Camusso non trova di meglio che dichiararsi d’accordo con Draghi. Senza invitarlo a “fare il banchiere degli Italiani” piuttosto che il “compare dei suoi amici banchieri”. Perché, se è vero che l’Italia ha un ingente debito pubblico, è anche vero che la Banca d’Italia ha i forzieri pieni d’oro e di valute estere. Perché, se è vero che paghiamo somme ingenti per interessi sul debito pubblico, è anche vero che la BCE storna alla Banca d’Italia gli utili del “signoraggio”. E dunque......

E dunque, andrebbe chiarito se la Banca d’Italia e le sue ricchezze sono degli Italiani oppure di alcuni banchieri rapaci ai quali Mario Draghi tiene bordone. Solo che, su queste cose, Mario Draghi tace. E preferisce ammannirci consigli sulla politica sociale da sviluppare. E Susanna Camusso assente ed acconsente. Se questa è politica sociale oppure volgare politichese, ditelo voi..

 

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