Il Profumo dei soldi

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di Massimo Formica

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I giornali della libera stampa italiana, di proprietà, ricordiamolo sempre, di tre “onnipotenti” gruppi economici, celebravano ieri la geniale idea dell’ ad di Unicredit, Profumo. Un fondo privato di 20 miliardi di euro, garantito dalle banche europee più importanti, per proteggere i correntisti dai rischi di fallimento degli istituti di credito. L’ idea dovrebbe accompagnarsi al piano Barnier, che garantisce i risparmi europei fino a 100.000 euro per deposito e per banca. Secondo la proposta del commissario al Mercato interno, i clienti delle banche dichiarate fallite riceveranno i rimborsi entro sette giorni.


Il piano coprirà il 95% degli attuali detentori europei di conti in banca, che, in caso di fallimento, saranno totalmente rimborsati in tutte le valute. Saranno comprese le piccole e medie imprese. Saranno invece esclusi tutti i depositi di istituzioni finanziarie e pubbliche autorità, i certificati di debito e i prodotti strutturati di investimento. Si tratta di due operazioni scopertamente di facciata. Partiamo dall’ ultima. Ad essere protetti saranno solo apparentemente i piccoli risparmiatori. Il rischio di dover restituire loro i soldi, sarà compensato dalla vendita di tutti quei prodotti finanziari, più o meno complessi, per i quali non è prevista garanzia di rimborso. E dove li andranno a prendere i banchieri i soldi per pagare il viaggio dei loro clienti nelle “sicure” acque della finanza speculativa? Ma dai contocorrenti dei clienti stessi, che i paladini del misero risparmio europeo difenderanno lancia in resta.


Alla fine vedrete che da rimborsare ci sarà ben poco. Il rischio vale la candela. Stesso discorso per la proposta di Profumo. I soldi non staranno fermi lì. Sarebbe una bestemmia. In realtà il gruzzolo sarà la base di partenza di un’ attività speculativa. Le banche in difficoltà nel finanziarsi sui mercati, potranno approfittare dei bond garantiti dal fondo, e li potranno far sottoscrivere ai loro clienti. Anche qui il risparmiatore è nel mirino. C’è aria di crisi, le banche europee non hanno detto forse tutto quello che c’era da dire sulla loro esposizione debitoria. Anche l’ Unicredit non sfugge alla regola aurea della “dissimulazione”.


E allora? Allora sulla pelle di qualche istituto bancario minore (ma non è detto) in difficoltà, gli istituti più grandi lucreranno come abili strozzini. I bond daranno ossigeno quanto basta alle banche in disgrazia ed intanto il risparmiatore porterà liquidità fresca con la sottoscrizione dei bond. Furbi no? Anche qui gioco delle tre carte. Se si dovesse perdere su di un tavolo, quello dei prodotti finanziari strutturati, si potrà comunque guadagnare sui bond. Due piani, quelli di Barnier e di Profumo, tesi a spennare l’ ormai pressoché implume risparmiatore. Altro che stimolo al recupero di credibilità della finanza: è l’ ennesima trovata del sistema bancario per scaricare sui risparmiatori i costi della crisi provocata dagli istituti di credito. Profumo di zolfo, insomma.

 

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