Il Golfo si arma contro Teheran

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da:Il Sole 24 ORE  

Boom di acquisti. Arabia, Emirati, Oman e Kuwait ordinano forniture americane per 123 miliardi di dollari Il Golfo si arma contro Teheran .Non bastano le portaerei della quinta flotta in Bahrein, il comando del terzo corpo d`armata in Qatar, le oltre trenta basi navali e aeree disseminate tra mare e deserto in Kuwait, Arabia Saudita e Oman, e neppure l`Aegis, il nuovo scudo di incrociatori antimissile voluto dal generale David Petraeus quando era ancora comandante del Centcom di Doha: le petromonarchie del Golfo vogliono rafforzare i loro apparati difensivi anti-iraniani e hanno ordinato all`industria bellica americana oltre 12o miliardi di dollari di forniture che verranno consegnate in quattro anni. La parte del leone è dell`Arabia Saudita con 67 miliardi, seguita dagli Emirati (35-40), dall`Oman (12) e dal Kuwait (7). Sono passati 65 anni da quando il presidente Roosevélt e il sovrano wahabita Ibn Saud si incontrarono nel canale di Suez a bordo dell`incrociatore Quincy, ma il patto di ferro tra Stati Uniti e Arabia Saudita da allora viene continuamente rinnovato: sicurezza contro petrolio.


Questa è la terza corsa agli armamenti nel Golfo, la seconda innescata dalla minaccia iraniana.
La prima fu ingaggiata con il sostegno economico alla guerra scatenata nel 198o da Saddam Hussein contro Khomeini: le monarchie sunnite del Golfo, dove si trovano due terzi delle riserve accertate di petrolio, temendo un`espansione dell`Islam sciitarivoluzionario che poteva mettere in pericolo gli equilibri interni, finanziarono per otto anni l`arsenale.del rais iracheno con 5o miliardi di dollari. La seconda corsa al riarmo avvenne dopo l`invasione del Kuwait nell`agosto 1990:minacciati direttamente da Saddam, i sovrani dell`oro nero furono costretti a ricorrere agli americani per liberare nel `91 l`emirato e si dotarono di armamenti sofisticati come missili Patriot e cacciabombardieri.


Adesso è ancora l`Iran, con le aspirazioni nucleari. di Ahmadinejad e un`invadente politica estera mediorientale, dal Libano, alla Palestina all`Iraq, a far riaprire gli arsenali: con questa esca. Riad primo acquirente .Totale spese in armamenti americani. in miliardi di dollari  di acquisti, sauditi ed emirati, riuniti nel Consiglio di Cooperazione, rappresentano ormai il 6o% di tutte le spese militari del Medio Oriente Le monarchie del Golfo temono ritorsioni di Teheran in caso di attacco israeliano o americano e intendono comunque attuare una politica 
di deterrenza. Finora Riad ha dichiarato che non appoggerà operazioni militari contro l`Iran, anche se le cose potrebbero cambiare se Teheran decidesse un eventuale esperimento nucleare.


In realtà i paesi del Golfo intrattengono con l`Iran rapporti ambigui: gli emirati come Dubai mantengono un forte interscambio commerciale e finanziario e vi sono periodicamente reciproche visite di alto livello, con commenti rassicuranti sulle pacifiche intenzioni del programma nucleare iraniano.


Gli Stati Uniti colgono intanto un duplice obiettivo: in tempi di crisi economica fanno lavorare la loro industria bellica e allo stesso tempo delineano una struttura di sicurezza nel dopoguerra iracheno che serve a contenere la repubblica islamica e a garantire la sicurezza dei flussi di petrolio. La maggior parte delle commesse riguarda nuove versioni dei caccia F-15 della Boeing, sistemi radar e anti-missile come i Patriot della Raytheon: la posta strategica in gioco è la supremazia area nel Golfo, con le petromonarchie chiamate a gestire direttamente una parte dello scudo difensivo.


Qualche briciola delle commesse viene lasciata pure ai francesi che venderanno agli Emirati i Rafale della Dassault.
Gli ordini più interessanti, non solo per quantità, sono quelli dell`Arabia Saudita che vuole dotarsi di elicotteri e armamenti anti-guerriglia. Riad, insieme agli Stati Uniti, è il maggior fornitore di armi dello Yemen, il paese più traballante del Golfo, dove il radicalismo islamico di al Qaeda mette a rischio il regime del presidente Saleh. L`Arabia Saudita poi è stata direttamente impegnata nei combattimenti contro gli Houti, movimento islamico in rivolta contro Sana`a ma attivo anche nella propaganda tra gli sciiti del regno wahabita.


L`anno scorso, per la prima volta nella sua storia recente, l`esercito saudita, appoggiato dall`aviazione, ha attraversato i confini del regno per muovere guerra agli Houti. I risultati di questa campagna militare, durata alcuni mesi, non sono stati esaltanti: i sauditi hanno messo a nudo preoccupanti limiti di organizzazione.
L`immobilismo economico e sociale che caratterizza la monarchia„ oggi colpita da una disoccupazione dall`inedito tasso, si è riflesso anche sulla macchina militare: con i petrodollari si comprano armi sofisticate ma non la capacità di combattimento.

                                       pentagono


Con tag iran

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post