IL FILOSOFO PAUL VIRILIO DENUNCIA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Il Messaggero

Di: Francesca Pierantozzi

 

Wikileaks ? «Roba vecchia per me. Niente di nuovo. La bomba è esplosa da tempo, ma nessuno se n'è accorto»: fa un'eccezione Paul Virilio, e accetta di parlare dei cablogrammi che hanno messo in subbuglio il mondo dell'informazione. Lui ne ride, non senza un certo disprezzo. Filosofo, urbanista, grande teorico e critico del regno ambiguo e disintegratore della «velocità», della perpetua «accelerazione», del trionfo del «presentismo», del «tutto e subito», Virilio osserva la planetaria emozione suscitata da Wikileaks come una farsa.

Proprio in questi giorni esce in libreria la sua ultima analisi, un contributo al volume collettivo «Gli intellettuali giudicano i media»: giudizio poco gratificante da parte di tutti. E Virilio, in particolare, denuncia come «l'informazione sia diventata ormai il vero spazio della guerra».

Con Wikileaks si è aperto un nuovo fronte, professor Virilio?
«Wikileaks non è niente. Sono vent'anni che denuncio l'esistenza di una bomba informatica. Questa bomba esplode ogni giorno, a ogni momento, ma noi semplicemente non ce ne accorgiamo. Quello che sta accadendo questi giorni non rivela nulla, non si tratta di una rivelazione, ma di una pura e semplice manipolazione. Chi parla di trasparenza dell'informazione si sbaglia: è una montatura pubblicitaria».

Nell'interesse di chi?
«Dietro questa banalizzazione di documenti segreti c'è in realtà il tentativo di verificare il potere di condizionamento delle informazioni, potere particolarmente delicato in questo periodo molto instabile dal punto di vista della geopolitica mondiale».

Wikileaks non rivela nulla. Però a suo avviso esplode come una bomba. Dunque l'evento è importante?
«L'evento è ormai vecchio, non è nuovo. Parliamo tanto di nucleare, ci preoccupiamo di un'esplosione atomica, e poi siamo incapaci di renderci conto che una bomba ci esplode davanti da anni. Non riesco a parlare seriamente di Wikileaks per il semplice fatto che si tratta di uno scherzo, di una montatura presa sul serio dai media».

Uno scherzo che in qualche modo risponde ad un bisogno di trasparenza?
«Trasparenza? La trasparenza è la nuova tirannia dei nostri tempi. Sapere tutto su tutto in ogni momento è una tirannia. Quello che accade in questi giorni è in realtà parte della rivoluzione degli affari militari intrapresa una quindicina di anni fa in America. I veri fronti della guerra, oggi, non sono l'Iran, l'Afghanistan o la Corea: stanno dentro l'informazione, che è totalmente controllata. Da questo punto di vista, l'America non è la vittima delle cosiddette rivelazioni di Wikileaks, ne è semplicemente la fonte».


                                            79735_tn.jpg

Con tag INTOX

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post