Il conto salato dei clandestini - Due milioni di euro al giorno

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di FRANCESCO GRIGNETTI
 

Sarà una calamità naturale, come dice Berlusconi, anche sotto il profilo delle spese. Esiste già un’ordinanza di Protezione civile del governo che ha stanziato ventidue milioni di euro per le prime spese da sostenere «in relazione all’eccezionale afflusso». Ovvero 15 milioni di euro per la Croce Rossa che dovrà montare e gestire le tendopoli, 1 milione per le spese impreviste, 340 mila per i mezzi di trasporto, 5 milioni e mezzo per le operazioni collegate alla Bossi-Fini. Ma queste erano previsioni di quaranta giorni fa, già superate dagli eventi. La verità è che le operazioni di accoglienza, trasferimento, mantenimento degli immigrati costano carissime al ministero dell’Interno: mezzo miliardo di euro all’anno. 

Per avere un’idea dei prezzi, il solo Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo (dove sono transitati circa 900 stranieri nel corso del 2010) l’anno scorso è costato 5,5 milioni tra vitto, alloggio, personale di guardia, spese aeree per riportare a casa gli espulsi. I conti li ha fatti con una certa rabbia Giovanni Sammito, segretario generale del Siulp di Gorizia: «In pratica, analizzando i costi del Cie della nostra regione, si scopre che ogni “trattenuto” ci è costato 15 mila euro. Ma solo un terzo sono stati espulsi sul serio, con accompagnamento alla frontiera o nel Paese d’origine. Gli altri hanno avuto il canonico foglio di via al termine del periodo di trattenimento. E se si calcola la spesa reale per “espulso” si scopre che è costato oltre 40 mila euro a testa. Una spesa insostenibile sul medio e lungo periodo». Va da sé che se si convincessero ad andare via con 1700 euro in tasca, come ipotizzava Frattini, ci sarebbe solo da guadagnarci. 

Il sistema dei Cie, insomma, sarà pure strategico secondo il ministero dell’Interno, ma impone costi altissimi. Il mantenimento costa in media 75 euro al giorno. Considerando che d’un colpo sono arrivati ventimila tunisini, il conto è presto fatto: solo in vitto se ne vanno 1,5 milioni di euro al giorno. Gli aerei noleggiati per sgomberare l’isola, poi, costano cari: da trenta a centomila euro. Lo stesso dicasi per i traghetti, che non scendono sotto i centomila euro di nolo al giorno. E peraltro il Viminale ha dovuto ingoiare pure il maltempo: le navi sono state pagate per 48 ore, ma non ce l’hanno fatta ad attraccare e ieri due traghetti sono tornati vuoti. A gestire tutta questa marea dolente sono stati mobilitati duemila tra agenti e carabinieri. «Ciascuno di essi - spiega Felice Romano, segretario generale del Siulp - costa all’amministrazione circa 140 euro al giorno tra indennità di missione e rimborso forfettario». 

E sono altri 280 mila euro bruciati al dì a cui andrebbero sommate le spese di carburante, usura di mezzi, annessi e connessi. E’ evidente che di questo passo i 22 milioni di euro stanziati a fine febbraio e messi a disposizione del commissario straordinario, il prefetto Giuseppe Caruso, finiranno presto. Ci sono molti fondi europei, come da Bruxelles hanno fatto notare: 80 milioni di euro (Gestione della solidarietà) più 47,5 (Fondo per l’integrazione) da spendere in un biennio. Ma anche questi stanziamenti non sono infiniti. Per fortuna non si è speso un euro per acquistare le tende, che provengono dagli stock accantonati. Finora sono infatti circa duemila le tende già montate o in via di ultimazione, in grado di ospitare 16-20 mila persone. 

Il ministero dell’Interno ha utilizzato circa mille tende delle sue, intaccando tra l’altro una parte consistente della propria dotazione di riserva per catastrofi naturali e terremoti: 400 sono quelle montate a Manduria, 70 per ciascuna nelle tendopoli di Trapani, Caltanissetta, Potenza e Caserta; 300 quelle preventivate per il campo che si stava allestendo nell’Arena Rock di Torino. Altre tende arrivano invece dal dipartimento della Protezione civile, che ne ha messe a disposizione mille, leggermente più grandi, omologate per ospitare una decina di persone. Di queste, 500 sono state prelevate dal deposito di Roma e altrettante da quello di Piacenza. Anche il dipartimento della Protezione civile sta utilizzando la scorta per le emergenze nazionali, che è di circa 6 mila tende.

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