Giustizia massonica?

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di RitaPennarola 
Le indagini sull’omicidio horror di Del Sorbo non hanno ancora consentito di ricostruire il volto dei killer. Ma permettono a noi di proseguire lungo il percorso, non meno tenebroso, che dalla camorra conduce ai rituali, quelli di tipo satanico. O anche massonico.
 
Perche’ e’ proprio in questa direzione che va un’altra pista investigativa per arrivare agli assassini di Melania Rea. La storia e’ quella di uno stimatissimo pubblico ministero della Procura di Roma. Il suo nome e’ Paolo Ferraro, una carriera costellata di encomi e valutazioni positive. Fino a quando comincia a lavorare sugli oscuri movimenti di persone che si agitano la notte nella cittadella militare della Cecchignola, alle porte di Roma. Perche’ e’ proprio li’ che Ferraro per puro caso va ad abitare nel 2008. Ed e’ li’ che sorge il Comando dei supporti delle forze operative terrestri dell’esercito italiano. «Ho scoperto un mondo oscuro, ambiguo – ricostruisce il pm – dove uomini, donne e bambini consumavano strane attivita’ anche di tipo sessuale».
 
Dal momento in cui le indagini di Ferraro divengono pubbliche comincia una autentica persecuzione ai suoi danni. A metterla in atto sarebbero state alte sfere istituzionali, fino al punto da porre in dubbio la sanita’ mentale del magistrato e cercare di imporgli il ricorso ad un TSO, il trattamento sanitario obbligatorio per i malati di mente.
 
La vicenda sfocia in un clamoroso provvedimento del Csm, che il 20 giugno scorso commina a Ferraro una “sanzione” esemplare: quattro mesi di riposo forzato. Uno stop definitivo, insomma, alla sua attivita’. Difeso dall’avvocato Giorgio Carta, il sostituto procuratore non ci sta e in una conferenza stampa al calor bianco preannuncia l’imminente ricorso al Tar per vedere riconosciuto il suo diritto a lavorare.
 
La miccia, l’ultima, era stata innescata quando a fine maggio, proseguendo negli accertamenti su presunti giri di satanismo massonico all’interno di certi settori delle forze armate nostrane, Ferraro aveva ipotizzato una relazione fra questi torbidi fenomeni e l’omicidio di Melania.

«Il magistrato – scrive Matteo Corsini sul sito d’inchiesta Corsera.it – possiede i file audio che fotografano momenti sconcertanti di festini alterati dall’assunzione un potente anestetico dissociativo che procura fenomeni cosiddetti di near-death experiences». Tutto cio’ «lascerebbe presagire che vi sia una struttura interna, doppia alle organizzazioni militari, un “secondo” esercito».
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