Giappone: tra terremoto e nucleare.

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Laboratorio Forza Uomo

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La terra trema, in quei pochi ma lunghissimi secondi gli edifici crollano sotto i colpi incessanti del sisma prima e delle acque dopo. Insieme ad essi crollano anche le convinzioni di chi da sempre convive con le vibrazioni del sottosuolo, di chi credeva di poter dominare la forza della natura ed ancora una volta si trova sopraffatto dalle dinamiche millenarie che governano gli equilibri del nostro pianeta. A pochi giorni di distanza dal terremoto il Giappone si trova ad affrontare un’altra minaccia, una tragedia nella tragedia, le centrali nucleari nipponiche stanno andando in pezzi, dopo le calamità naturali, rischiando di far rivivere alle popolazioni una nuova esperienza atomica.

La speranza è, ovviamente, che le autorità riescano a risolvere il problema e riportare le radiazioni e livelli accettabili; questa crisi però offre anche uno spunto di riflessione a chi come noi è spettatore di questo macabro spettacolo e tra pochi mesi sarà chiamato a decidere sulla ri-edificazione delle centrali nucleari. Lungi da noi sfruttare la tragedia giapponese come strumento di propaganda, sarebbe inaccettabile e moralmente perverso, ma alla luce degli avvenimenti esteri e delle decisioni nazionali in campo energetico è, senza dubbio, il momento giusto per riflettere. Infatti è del 3 Marzo l’ultimo decreto legislativo del governo italiano in materia di energia, tale decreto interviene per aggiornare e regolamentare le energie rinnovabili sia per gli incentivi statali che per le tariffe di acquisto e vendita.

La nuova legge ovviamente non ha mancato di creare polemiche e perplessità tra gli addetti ai lavori, poiché a differenza della precedente non chiarifica affatto le modalità e la quantità di incentivi e tariffe ma, semplicemente, demanda tale compito ai ministeri competenti, che dovranno definire le cifre entro il mese di Maggio. Va da se che il decreto crea un clima di incertezza che non giova affatto al mercato delle rinnovabili, formato in massima parte da piccole-medio imprese, un mercato giovane e ancora fragile che avrebbe bisogno di stabilità ed incentivi per potersi sviluppare. Il blocco degli incentivi statali rischia di spezzare le gambe ad un settore che occupa in Italia più di 100.000 persone; inoltre ha portato anche come conseguenza la sospensione dei finanziamenti delle banche, che attendono Maggio per sapere se continuare ad investire nel settore dell’energia pulita.

Infine appare abbastanza bizzarro come tale decreto sia stato approvato nonostante al suo interno sia stata recepita la normativa europea che obbliga i paesi membri a produrre il 17% del fabbisogno energetico nazionale con energia rinnovabile. I promotori della legge si difendono affermando che tale decreto è stato ideato per mettere fine alle speculazioni sugli incentivi e per difendere il portafoglio degli italiani, costretti a pagare in bolletta una tassa per sostenere le energie rinnovabili.

Ciò che non viene menzionato è il fatto che tale tassa di 15 € non rappresenta, secondo sondaggi, un peso per gli italiani e che nella stessa bolletta paghiamo 16.4 € con l’appellativo di oneri generali, tali oneri vengono distribuiti al nucleare e alle energie fossili. Le nostre riflessioni infine, a pochi mesi dal referendum sul nucleare, insinuano dubbi e delle domande: tali manovre per destabilizzare il mercato delle rinnovabili, che oggi è l’unico vero antagonista del nucleare, sono casuali?, Le speculazioni e le tasse inutili in bolletta sono solo “propaganda elettorale”?.

Una risposta certa non esiste ma quando sarà il nostro momento avremo almeno per una volta facoltà di scegliere.

Antonio Zamparelli  

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