generale Krstic è stato vittima di una brutale aggressione

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: www.resistenze.org 

 

Il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali si rivolge a voi, a nome della Sig.ra Tamara Krstić di Belgrado, figlia del generale Radislav Krstic, che, a causa del verdetto del Tribunale dell'Aja, sconta la sua pena detentiva nel Regno Unito.

 

La scorsa settimana, il generale Krstic è stato vittima di una brutale aggressione fisica organizzata da un gruppo di detenuti nel carcere britannico di Wakefield. Le conseguenze sono state alcune lesioni gravi al collo e sul corpo, con significative perdite di sangue, e un coma cerebrale.

 

Tutte le circostanze finora raccolte indicano che questo attacco è stato a lungo preparato e premeditato. Ciò dimostra l'incapacità di garantire la sicurezza del generale Krstic, sia in questa o qualsiasi altra struttura carceraria del Regno Unito. Pertanto, preghiamo di facilitare il trasferimento del generale Krstic in un altro paese, un paese che sia disposto e in grado di garantire la sicurezza del generale Kristic, preferibilmente in Serbia. Stiamo inviando petizioni specifiche al Presidente del Tribunale dell'Aia Patrick Robinson, L'Aia; all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani a Ginevra; al Segretario generale del Consiglio d'Europa a Strasburgo e al Presidente dell'Unione Europea e ai mass media.

 

Saremmo grati per un impegno serio e un fattivo contributo per favorire questo trasferimento, per la sicurezza della sua vita e per cure mediche adeguate.

 

Si levano molte voci di preoccupazione per il trattamento dei prigionieri politici internazionali

 

Il vile attacco al Generale Radislav Krstic del 7 Maggio, nella prigione di Wakefield in gran Bretagna, è un drammatico esempio del fallimento nel garantire la sicurezza dei prigionieri dei Tribunali Internazionali.

 

Cittadino della Bosnia serba, il generale Krstic è stato condannato a 35 anni di carcere dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY) per complicità nei fatti di Srebrenica nel 1995, sebbene sia stato riconosciuto, che non era direttamente coinvolto in attività criminali. Il Generale Krstic ha sempre fermamente negato qualsiasi conoscenza di massacri a quel tempo, e la sua condanna è sempre stata considerata eccessiva e motivata politicamente da molti osservatori internazionali, i quali ritengono che il caso dovrebbe essere riaperto.

 

Il 7 maggio, il generale Krstic è stato fisicamente aggredito da tre detenuti identificati come "musulmani". Un albanese di 22 anni, di nome Indrit Krasniqi è accusato di aver cercato di tagliare la gola al Generale Krstic, mancando di poco la giugulare. Krasniqi, 22 anni, sta scontando una condanna a vita dalla legge britannica, come componente di una banda che ha torturato e assassinato una ragazza di 16 anni. Il carcere di Wakefield nel nord dell'Inghilterra, è riservato in particolare per criminali che scontano pene per reati sessuali con lunghe detenzioni.

 

Per noi è altamente irresponsabile che le autorità britanniche, abbiano scelto di far scontare la pena al Generale Krstic, di fatto un prigioniero di guerra, in tale ambiente. Attualmente, a 62 anni, il Generale Krstic è invalido, dopo aver perso una gamba nella guerra di Bosnia. Vi è un rischio evidente nel detenere un prigioniero serbo bosniaco, accusato di crimini contro i musulmani, in una regione dell'Inghilterra, con una popolazione musulmana particolarmente grande. L'affermazione che l'attacco è stato motivato dalla "vendetta musulmana" serve solo come cortina fumogena per coprire le responsabilità delle autorità britanniche.

 

L'attacco quasi mortale al Generale Krstic, segue una serie straordinaria di decessi di prigionieri detenuti, da parte dei Tribunali Penali Internazionali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda.

 

Noi sottoscritti, chiediamo:

 

          Un'inchiesta ufficiale sull'incidente del 7 maggio.

          Il trasferimento immediato del generale Krstic in un paese in grado di garantire la sua sicurezza personale, ad esempio la Norvegia o la Serbia, le cui autorità di Belgrado hanno richiesto.

          La fine dell'indifferenza dei governi, delle organizzazioni dei diritti umani e dei media per la sorte dei prigionieri di Tribunali Penali ad hoc, spesso esageratamente marchiati dai media e senza i benefici delle tutele giurisdizionali, vigenti in condizioni normali nei Tribunali nazionali.

 


                                                     radislav krstic

 

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