Ferdinando Signorelli sul Convegno: La Ciociara e le altre 60.000 Italiane - Una memoria rimossa

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Abbiamo chiesto all'On. Ferdinando Signorelli il significato del convegno di Atina

 

D: Lei sarà relatore del Convegno che si terrà, con il patrocinio del Comune, ad Atina (Fr) il prossimo 9 giugno, dal titolo “La Ciociara e le altre 60.000 Italiane - Una memoria rimossa”. E’ un argomento molto scomodo e tuttora poco conosciuto, tranne che per un vago ricordo legato al film di De Sica del 1960 “La Ciociara”, per l’appunto. Vorremmo sapere qualcosa sul significato del convegno.


R: Tramite questo evento, intendiamo intraprendere un viaggio di testimonianza e di denuncia per acquisire dopo 65 anni la verità su quella orrenda pagina della nostra storia, partendo proprio dalla Ciociaria, da dove, con lo sfondamento del fronte di guerra di Cassino il 14 maggio del 1944, iniziarono le violenze sulle popolazioni civili e le prime migliaia di stupri da parte del contingente delle truppe francesi, comandate dal Generale Juin: i famigerati “Marocchini”.

 

Fu un’inusitata scia che si andò ripetendo e che accompagnò l’avanzata delle Armate Alleate fino al Luglio dello stesso anno nel grossetano e nel senese. Avvenne sotto gli occhi di tutti ma, parimenti ad altre scomode vicende riferentesi alla Liberazione, furono completamente rimosse nella vergognosa logica ciellenista della salvaguardia a tutti i costi di quel mito, che è tornata assai comoda agli Stati Maggiori ed ai Governi, sia alleati che italiani. 


Oggi, vogliamo dare nuova forza al movimento di revisione storica di quegli avvenimenti e dei retroscena, venendo in possesso di ogni ulteriore materiale documentale eventualmente ancora reperibile sui luoghi che provenga da privati, Parrocchie, Comuni, Associazioni e dalle memorie dei viventi.

 

Chiediamo inoltre di conoscere la sorte subìta dalle “pratiche” riguardanti quelle 60.000 vittime (quali furono dichiarate da parte governativa italiana), rimaste forse intrappolate nelle maglie burocratico-amministrative, chiamando in causa proprio i governi del dopo guerra.

 

Intendiamo, inoltre, per questi fatti adire la Corte Penale Internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità. Nel Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, lo chiediamo a nome di quelle vittime, per la comune dignità di Popolo e di Nazione.

 

MANIFESTO CONVEGNO 9 GIUGNO

 

 

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