Egitto, gli Usa hanno ordinato a Mubarak lo spargimento di sangue

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

La notte di giovedì 10 Febbraio rimarrà sicuramente nella storia dell’Egitto perchè è incancellabile il ricordo di un milione di persone che gettino le scarpe in direzione del teleschermo su cui sta andando in onda il discorso del presidente del loro paese. 

Al contrario di molti, che forse assumendo un minimo di responsabilità e scrupolo per Mubarak, credevano che egli volesse annunciare le sue dimissioni, il Faraone dai piedi d’argilla ha annunciato di voler rimanere e l’unica cosa che è riuscito a dire è che trasferirà parte dei suoi poteri al suo vice Suleiman. Per chi è stato in politica come Mubarak è chiaro come il sole che le sue parole incendiano di più la piazza ed è scontato che Mubarak vuole lo spargimento di sangue ed è disposto al bagno di sangue pur di mantenere in mano il potere per qualche giorno in più.

In altre parole ieri Mubarak ha annunciato di voler passare alle armi e di voler spargere sangue egiziano; ciò conferma anche una soffiata dei Fratelli Musulmani che sul loro sito hanno spiegato che oggi l’esercito attaccherà la gente in piazza Tahrir ed avrà l’ordine di uccidere. Il concetto che non bisogna ignorare è che per 30 anni Mubarak ha governato obbedendo ad ogni singolo ordine degli Stati Uniti.

Conclusione, sono stati gli Stati Uniti a dirgli di rimanere e di farlo a costo di uccidere la gente e ciò è una ulteriore conferma al fatto che gli egiziani hanno proprio ragione a non volere ne Mubarak ne il suo sporco regime formato da personaggi sinistri come Suleiman. L’esperienza della rivoluzione islamica in Iran, però, dimostra che più il dittatore uccide, più sprofonda nell’abisso.

Ammesso che Mubarak tenti di fare il duro, si renderà sempre più odiato dalla gente e questo odio, molto presto, troverà strada anche tra i comandanti dell’esercito, i politici, i suoi uomini fidati. Non scordiamoci che Anwar Sadat venne ucciso da un suo colonnello.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti e Israele, saranno loro i più grandi perdenti dato che Mubarak era morto già da 30 anni fà, quando decise di vendere l’anima ai nemici della sua nazione.

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