E poi parliamo di fondamentalismo islamico…

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Di:  Maurizio Blondet

Grande, indignata mobilitazione di media, partiti e politici in tutto l’Occidente per salvare una iraniana di nome Sakineh Ashtiani dalla lapidazione per adulterio. I media progressisti in prima linea contro l’oscurantismo. Giusto.

Ma nessuna indignata mobilitazione progressista si intravvede per il seguente fatto, avvenuto nella sola democrazia del Medio Oriente, e descritto da Jerusalem Post: 

Un cantante di nome Erez Yechiel ha subìto 39 nerbate da un tribunale rabbinico auto-costituitosi. La sua colpa: aver cantato davanti a un pubblico misto di uomini e donne. Il tribunale era composto da rabbini del gruppo Shofar,che si è dato il sacro compito di «riportare gli ebrei alla religione» (hazara betshuva). Il gruppo Shofar si dedica con zelo speciale a combattere gli spettacoli in cui donne e uomini ballano assieme, oppure recitano insieme, o anche solo guardano assieme lo spettacolo.

Rabbi Amnon Yitzhak, il fondatore di Shofar, ha decretato: coloro che inducono altri a peccare (mahtiei rabim) «non hanno parte del mondo a venire». L’organizzazione ha un proprio sito (chiuso il sabato, anzi già da venerdì sera) che ha postato anche un video sull’esecuzione. Vi appare rabbi Ben Zion Mutsafi – il capo del tribunale talmudico autonominatosi – il quale mostra la cinghia, fatta da suo padre – spiega – con pelle di asino e di toro, secondo i sacri dettami. Poi spiega che il condannato è stato legato a un palo di legno, con la faccia a nord («la direzione da cui vengono le inclinazioni cattive», le mani legate con una corda azzurra («il colore della misericordia»). Il colpevole ha dichiarato di accettare la pena «per essere liberato dal mio peccato» e aver così parte del mondo a venire. 
Altra notizia che non susciterà indignati commenti mediatici: rabbi Ovadia Yosef, fondatore del potente partito religioso Shas, ha detto la sua riguardo ai negoziati diretti che, su pressione di Obama, Israele si appresta a tenere con l’Autorità Palestinese, riferendosi in particolare a Mahmoud Abbas e ai suoi negoziatori: «Tutta questa gente malvagia deve perire da questo mondo... Dio deve colpirli con una peste, loro e tutti questi palestinesi», ha detto il sant’uomo, 89 anni.

In qualunque salotto o talk show, provate a fare il nome di Ahmadinejad, e qualcuno vi ricorderà subito, con la voce soffocata d’indignazione, che Ahmadinejad ha espresso il proposito di cancellare Israele dalla carta geografica, il che non è vero. Qui abbiamo un rabbino molto vicino al governo Netanyahu che auspica la cancellazione dalla vita – ossia il genocidio – di tutti i palestinesi. Si attende indignazione bipartisan. Senza contarci troppo.

Non basta. La setta dei Chabad Lubavitcher ha organizzato pattuglie che controllino la regolarità delle mezuzah, quegli oggetti rituali a forma di astuccio che i pii ebrei affiggono alla porta di casa. Le mezuzah dovrebbero contenere un cartiglio di pergamena con la formula dello Shemà Ysrael. Ebbene, con orrore i pattugliatori Chabad hanno scoperto che, delle 15 mila mezuzah da loro controllate, «solo il 38% erano kosher»: le altre contenevano pezzi di giornale, scatole vuote di plastica, persino croci (spaventevole a dirsi), il che le rendeva impure da baciare, come devono fare i pii ebrei. Ma la pattuglia dei controllori di mezuzah si sono astenuti dal frustare i proprietari con le mezuzah irregolari. Non è colpa loro, infatti. Risulta che a svuotare gli astucci dai sacri cartigli con la preghiera per sostituirli con sacrileghi oggetti, sono comunissimi ladri: una mezuzah media costa sui 150 shekel (30 euro) ma arriva fino a 600 (150 euro) se di lusso: il mercato delle iscrizioni su pergamena – per mezuzah, ma anche per filatterii e rotoli della Torah – vale milioni di shekel. Una Torah in rotolo si vende sui 500 euro, per esempio. Il che spiega un certo mercato nero degli oggetti di devozione, con tanto di pii ricettatori. Ma i Chabad hanno notato con consolazione che almeno il mercato delle false mezuzah, ossia fotocopiate o stampate su carta, è diminuito: un segno che sempre più israeliani ritornano alla religione

Il fenomeno è così travolgente, da allarmare gli israeliani secolarizzati, che si sentono minoranza e si sentono addosso gli occhi dei rabbini e dei guardiani della fede inviati da questi in pattuglia.
 Qualche tempo fa Netanyahu incitò Obama a distruggere le installazioni iraniane con queste parole testuali: «Non vorrai che una setta messianico apocalittica abbia il controllo su bombe atomiche. Quando il credente fanatico dallocchio sbarrato prende le redini del potere e mette le mani su armi di morte di massa, il mondo intero deve preoccuparsied è esattamente questo che sta avvenendo in Iran».

Iran? Sta avvenendo in Israele.
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