E' morto Walter Nones

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Non sappiamo come la pensasse politicamente, e non ce ne frega niente, ma in un mondo banale fatto di uomini banali vogliamo ricordare quello che diceva di se:

Ancora oggi vado in montagna con lo stesso spirito e provo le stesse emozioni di quando ero bambino, ma una volta arrivato in vetta cresce nel mio cuore il desiderio di ammirare nuovi orizzonti e siccome sono un tipo curioso non posso fare altro che continuare a salire.

Non mi interessa la corsa agli 8000 anche se in alta quota mi trovo a mio agio. Le spedizioni le amo perché mi danno la possibilità di visitare luoghi nuovi a volte inesplorati e persone con culture diverse, grazie a loro ho imparato ad apprezzare molte cose che prima ritenevo banali.  

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W


Guardaci da quelle vette inesplorate, a queste umane banalità di cui il mondo purtroppo ne è intriso. Vivi quelle armonie che celestiali d'azzurro ora riempiono totalmente tutto te stesso. Noi
comuni mortali, fragili d'umanità aspiriamo, balbettando tra errorie infedeltà do ogni sorta, di pensare e vivere verso un mondo una società che con tutto noi stessi cerchiamo di migliorare. Chi
non crede ai sogni e alle battaglie è già morto in partenza. Grazie walter dei sogni, di quelle vette che hai scalato nelle quali il nostro spirito cerca di elevarsi e che con il tuo sacrificio
ci invoglierà a continuare a scalere per sempre...In alto i cuori!!!....onore a chi crede ad un'idea a un sogno e per esso vive e sacrifica la propria vita in tutte le sue fattezze...



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M


ognuno è padrone della propria vita, anche se spesso non sa nemmeno di esserlo e non fa niente affinchè la sua vita sia veramente sua, non ha un progetto e lascia che i malumori o le odissee
giornaliere gliene disegnino il percorso. In mezzo a queste costrizioni, avere un'idea, seguire un sogno è una cosa che fa gridare alla pazzia, al nonsenso, perchè ormai nessuno più si misura con
la difficoltà di realizzare i sogni o sperimenta modi di vivere se non quelli visibili e approvati.


Walter come alpinista era preparato al massimo grado, e ha deciso di rivolgere  queste sue qualità alla montagna in senso totale: a grandi uomini grandi sfide. Sapeva perfettamente cosa
c'era in gioco. Ha visto morire amici e compagni fidatissimi: prima Erwin Maier con lui sulla nord dell'Eiger nel 2000, poi Unterkircher in Himalaya, ed altri che sicuramente conosceva bene e si
sono persi per strada ugualmente. Solo che noi speravamo che lui ce la facesse e ci desse ancora l'emozione di sentire che - in qualche modo- ce l'aveva fatta con un'altra vetta. Addio Walter,
pieno di vita e di incoerenza, di forza e di sogni.


Margherita G. Villa



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