DISCRIMINAZIONE RAZZIALE IN ISRAELE...ANCHE TRA EBREI

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Il ministero israeliano dell’Educazione ha approvato qualche giorno fa, la creazione di una scuola “riservata ai bianchi” nella colonia d’Immanuel, nei territori palestinesi occupati.. I genitori di 74 ragazzi ashkenazi che frequentano questo istituto hanno ottenuto dal ministero dell’Educazione che la scuola possa praticare l’apartheid privatizzandola! Questo prova, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la discriminazione raziale e religiosa è legale in Esraele nel dominio privato.

Quali sono le origini di questa vicenda? La modificazione della composizione della popolazione del villaggio d’Immanuel dove i serfarditi e gli ebrei d’origine etiopica sono sempre più numerosi.Questo ha provocato nel 2007 il desiderio dei genitori ashkenazi della scuola Beth- Ya’acov di raggruppare i loro bambini in classi distinte e di concretizzare questa differenza per delle misure di segregazione estreme: uno spazio per la ricreazione diviso in due per un muro separa i bambini ashkenazi e sefarditi, delle entrate separate per ogni comunità, delle uniformi differenti per riconoscere gli uni dagli altri al primo colpo d’occhio, e anche due sale per i professori perché tovaglioli ed asciugamani non si mischino tra loro 

Impressionati per queste decisioni, certi genitori sefarditi hanno contattato il Ministero dell’Educazione e denunciato per segregazione i fatti. Dopo un’indagine e delle decisioni provvisorie, la Corte Suprema dello Stato Sionista ha deciso che tutte le misure di discriminazione dovevano cessare nella scuola sotto pena di detenzione dei colpevoli.

L’affare sembrava risolto...Ma  non si hanno fatto i conti con la determinazione dei genitori ashkenazi che preferiscono essere imprigionati che cedere e che organizzano una manifestazione di 100.000 persone per sostenerli.

Da qui una situazione bloccata e difficile per l’attuale governo che si salva in calcio d’angolo: se la segregazione razziale è proibita negli istituti pubblici d’insegnamento, non lo è in quelli privati. Dunque i genitori ashkenazi possono creare una propria scuola e finanziarla e potranno allora accogliere solo chi loro vorranno. E’ quello che fanno e se nella scuola Beth-Ya’acov d’Immanuel i ragazzi portano le stesse uniformi, giocano nello stesso cortile e seguendo insieme le stesse lezioni, niente è realmente cambiato  essendo gli allievi sempre separati come prima: tutti gli scolari della Beth-Ya’acov continuano ad essere separati. I bambini ashkenazi non giocano e studiano se non tra loro...infatti frequentano adesso un’ altra scuola!

Che dicono di questo caso di razzismo Fiamma Nirenstein, Riccardo Pacifici, Alemanno e gli altri maggiordomi? 

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