discorso rivolto al Presidente Ahmadinejad da Lady Michele Renouf

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Invitata, senza preavviso, a tenere un discorso rivolto al Presidente Ahmadinejad e ai mille ospiti internazionali presenti alla sede presidenziale, a Teheran il 3 giugno 2010, il giorno dopo la conferenza a commemorazione dell’Imam Khomeini, 
Lady (Michèle) Renouf ha voluto contribuire con le seguenti considerazioni.
L’Imam Khomeini è il nostro modello di comportamento. E’ indubbiamente un modello di comportamento per l’Occidente, e il nostro dovere è senz’altro di far comprendere all’Occidente perché ciò sia vero. Alla domanda, che cos’è la giustizia?, l’Imam Khomeini risponde con un consiglio: “Chiedilo al Raziocinio di cui sei dotato, perché il Raziocinio è l’occhio della Giustizia.” L’Iran e l’Occidente condividono la tradizione dell’antica Grecia classica dell’approccio-vocazione scientifico: mentre l’Imam Khomeini l’ha sostenuto, l’Occidente è stato fuorviato; a causa del fenomeno che considero il linguaggio predatorio dell’inganno l’Occidente ha smarrito questa via. La tradizione classica greca si basa su Quattro Virtù inseparabili: la Temperanza, la Saggezza (accompagnata dall’approccio-vocazione scientifico), la Giustizia ed il Coraggio.
In questi due giorni mi è stata rivolta la domanda: delle qualità dell’Imam Khomeini, quale ammiro maggiormente?: se, sia per l’Iran che per l’Occidente, egli è un modello di comportamento è perché nutre tutte e quattro le Qualità virtuose, che, se scisse l’una dalla’altra, non valgono nulla. Perché, come lui ci dimostra, e come ci dimostra il Presidente Ahmadinejad – lui stesso un modello di comportamento, esemplificato nella Conferenza di Teheran del 2006, da lui voluta –  “la verità storica va sostenuto con evidenze, e non emotivamente” [le parole appartengono all’ultimo vescovo cristiano coraggioso, Richard Williamson]: e, senza verità storica, non ci sarà giustizia internazionale. 
L’Imam Khomeini era un grande difensore della Palestina: capì che la Lega delle Nazioni come la più recente ONU rappresentavano iniziative sionistiche che si scontravano con la verità storica e dunque andavano creando il privilegio del potere di veto, antidemocratico, pro-sionistico. Le fondamenta stesse dell’ONU partecipano della natura speciosa dei processi di Norimberga del 1945-1946. All’epoca, cinque giudici della Corte Suprema americana condannarono i processi come una “farsa giuridica” degna di chi cerca il “linciaggio. Questi giudici dimenticati dichiararono che le testimonianze ottenute ‘per sentito dire’ ode auditu ed altre testimonianze ottenute con la tortura non costituivano strumenti ammissibili, e che offendono la giustizia naturale quelle parti che si costituiscono congiuntamente giudice e giuria. 
L’Imam Khomeini vorrebbe sicuramente da noi che svelassimo le due truffe fondamentali operate da chi crea e controlla i mezzi di comunicazione di massa nonché la narrativa dei fatti che trova diffusione a livello pubblico. Le truffe si incentrano in primo luogo sul fatto che l’Entità Sionista non ha mai avuto in nessun momento alcun diritto morale di saccheggiare la Palestina; in secondo luogo, gli ebrei europei non necessitavano di una tale soluzione. Nel 1895,  cinquant’anni prima della Seconda Guerra Mondiale (e dunque la Seconda Guerra Mondiale non ha nessuna rilevanza in merito) il disegno di Theodor Herzl d’unoStato Ebraico aveva già istituito la politica di genocidio da applicarsi nei confronti dei palestinesi indigeni, che, per usare il suo eufemismo, dovevano “sparire”, cedendo il loro posto agli ebrei.
E’ la mia speranza che il nostro Presidente Ahmadinejad, che con coraggio riporta la verità nella sua integrità, diffonderà notizie su, e farà conoscere, questa prima patria ebraica, e che egli chiarirà che non c’è nessun motivo per cui gli ebrei europei debbano tornare in Germania, in Polonia o in Austria quando hanno un proprio stato la cui prima lingua è l’Yiddish. Visitate il mio sito dedicato a questa prima patria:www.birobidjan.co.uk perché, nello spirito dell’Imam Khomeini, troverete a questo indirizzo una campagna per l’etica e il riarmo morale. I palestinesi – i votanti coraggiosi che democraticamente hanno eletto Hamas, un’organizzazione da lungo tempo eroica –, la cui Nakba costituisce la più grande tragedia del ventesimo secolo, meritano di vedere restituito a loro ogni pollice di quella terra sofferente, senza alcuna speciosa proposta-farsa del tipo ‘uno stato / due stati’.  Attendiamo ormai da troppo tempo la partenza immediata degli ebrei europei da ogni angolo della Palestina e la compensazione erogata al popolo indigeno arabo, a chi, da più di un secolo, lotta dalla parte del Raziocinio, in prima linea, sul fronte della verità storica e della giustizia internazionale per noi tutti.
Signor Presidente, dimenticavo... Ho portato con me, per Lei, un DVD che racconta dei veterani britannici che erano di servizio in Palestina nel 1945-48. La storia che raccontano è ben lontana da quella raccontata dal loro governo, oberato dai debiti di guerra, ed è ben lontana dalle bugie che ci raccontano sulla fondazione di Israele. Infatti, la loro testimonianza sta per essere rimossa dalle pagine della storia: perciò non sono mai stati invitati al cenotafio, mai hanno ricevuto le loro medaglie e hanno addirittura dovuto finanziare di tasca propria la costruzione del monumento ai loro compagni d’armi caduti. In questa breve anteprima della trilogia “Israel in Flagrante: Caught in Acts of Twist-speak” (Israele colto in flagrante mentre distorce con il proprio falso linguaggio la realtà), cito la saggezza del re Ibn Saud che prevedeva con precisione il disastro che avrebbero causato nel Medio Oriente quei terroristi ed occupanti ebraici. In quel re, Ibn Saud, i sauditi hanno un modello di comportamento, ma, purtroppo, hanno seguito la strada degli occidentali: quella della collusione e del clientelismo, alimentati dagli imbrogli dell’usuraio. 
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