Conversioni

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di Massimo Formica

La Quinta Stagione

 

 

Tempo fa, mi trovavo a parlare con un vecchio militante comunista. Riferendosi ad alcune “conversioni” di certi compagni, ad un certo punto è sbottato: “per carità, nella vita si cambia, si possono vedere le cose in modo più sfumato, però..ecchecazzo!”. L’ espressione colorita, bonariamente turpiloque, molto romana, esprime un giudizio morale ben preciso: tra “cambiare” e “tradire” c’è una bella differenza. La parabola di GIanni Riotta è esemplificativa di un percorso battuto da tanti altri prima di lui. Una sorta di cammino di Compostela dell’ abiura. Si parte giovanissimi da posizioni di estrema sinistra. Si scrive di lotta di classe, proletari e padroni, per un po’ di tempo. Magari dalle colonne del “Manifesto”. Ci si fa le ossa criticando il “sistema”. Qualche cannetta.

 

Qualche buon libro. Poi, pian piano si passa a “La Stampa”, al “Corriere della sera” e s’ impara a navigare tenendo la barra al centro. Quindi il viaggio di (de)formazione in America. Si respira la “libertà” a pieni polmoni. “Il mondo dovrebbe essere così”, si pensa. Sì, ci sono contraddizioni, “tanta povertà, in mezzo a tanto lusso”, però lì si si vive la democrazia come dovrebbe essere: partecipata, attiva, vera. Viva l’ America. Da lì, ogni momento è buono per tuffarsi nel mare del capitalismo sostenibile. Il capitalismo non è cattivo, bisogna solo imparare ad usarlo. E così, dopo un soggiorno al TG1, si giunge alla direzione del “Sole24ore”. La trasformazione è completa. E si cominciano a distillare perle di saggezza.

 

L’ editoriale di domenica scorsa ad esempio. “La questione è: Fiat, chiunque la guidi, come qualunque altra fabbrica, chiunque la guidi, produrrà o no in Italia se, e solo se, le condizioni di mercato lo consentiranno.[...] Fa bene il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, lasciato solo dal Partito democratico, a chiedere a tutti, governo, azienda e sindacato, responsabilità e maturità.[...] Difendere “i diritti” di Mirafiori fa fare buona figura nei talk show, ma non salva un posto solo di metalmeccanico.[...]

 

Quando abbiamo sostenuto l’accordo di Pomigliano, e lamentato il clima di ostilità preconcetta che si era creato intorno al progetto di Fabbrica Italia, anticipavamo solo quel che è poi seguito, inevitabilmente. La diffidenza eccessiva seguita al referendum ha rallentato l’idea di investire nel nostro paese e riaperto le strade dell’estero. Non è una ritorsione di Marchionne - cui pure vanno raccomandate in questa ora saggezza e prudenza, per respingere la tentazione rischiosa di isolarsi e procedere da solo.

 

È un calcolo costi-benefici che chiunque poteva far da sé.[...] perché mai dovrebbe essere meno “etico” dare lavoro a un serbo che a un italiano o un brasiliano? Quando un’azienda, a fine d’anno, conta i suoi lavoratori, può sentirsi ”responsabile” a prescindere da che passaporto abbiano in tasca.” Ovvio. Il fatto che il lavoratore serbo, senza sindacati  a difenderlo, senza mensa, sia disposto a lavorare fino a 48 ore la settimana per 400 euro mensili, è un “fatto” di Mercato, una legge di natura. Tanto inevitabile, quanto il ruotare della terra intorno al sole ed il fluire del fiume dalla sorgente al mare. E la FIAT come può opporsi alla natura? Come potrebbero le multinazionali della globalizzazione?

 

E’ impossibile. Le industrie italiane fanno da sempre quello che possono, ma, poverette, vanno comprese, aiutate. Andate a vedere il video che Riotta ha confezionato per celebrare i cento anni di confindustria (www.ilsole24ore.com/100anni). L’ Italia deve tutto alla sua industria. Siamo al di là dell’ apologia: siamo all’ agiografia. Storie di santi ci racconta Riotta. L’ obiettivo di tutto il capitalismo italiano è stato solo il benessere nazionale, mica il profitto. No. Conflitti con i lavoratori? Ma quando mai! Normale dialettica. E le aziende, con senso di responsabilità, a concedere diritti, a comprendere, come buoni papà, esigenze e necessità dei lavoratori e della società italiana. Riotta…ecchecazzo!

 

riotta_gianni.jpg

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post