CONSIDERAZIONI SULLA MANOVRA FINANZIARIA 2010

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

DI ANDREA MENSA
comedonchisciotte.org


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Pensioni pubblico e privato:
riduzione delle finestre pensionistiche in un'
unica finestra a 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti per i lavoratori dipendenti e 18 mesi per i lavoratori autonomi;

questo provvedimento fa risparmiare una media di 6 mesi di pensioni dei dipendenti e 9 mesi di pensioni dei lavoratori autonomi.

La ragione per cui tali lavoratori devono “pagare” quei mesi di pensione non corrisposta, con una perequazione casuale dovuta solo al mese in cui matura il diritto, con la parola “diritto” proprio non si concilia. Diciamo che è un prelievo casuale nelle tasche di qualcuno, più o meno pesante a seconda del mese in cui matura la pensione.



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TFR pubblico impiego: rateizzazione buoni uscita (in due rate da 90 a 150 mila euro, in 3 rate oltre 150 mila euro);

l’unica cosa non chiara è dopo quanto tempo arriveranno tali “rate”.

Notare che la cosa che fa questa azione è semplicemente di ritardare dei pagamenti, senza ovviamente predisporre fondi per farlo.
Della serie, pagare quanto dovuto oggi diventerà un problema dei prossimi governi.

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Età pensionabile delle donne nel pubblico impiego: aumentata a 65 anni a partire da gennaio 2016;

questo si spiega da solo. Da rilevare che questo aumento di età non ricalca alcun criterio legato alla persona (es. vita media, durata massima media della vita, ecc..) ma solo il criterio del risparmio, ovviamente a carico dei più deboli.


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Turn over pubbliche amministrazioni: sospensione sino al 2013;

incapaci di determinare in quali uffici, quali mansioni, una riorganizzazione può dare un risparmio di personale, si ricorre al taglio statistico. A chi capita capita, ovvero quegli uffici o mansioni che hanno rinnovato il loro personale recentemente, non ne soffriranno, chi invece ha dato lavoro ai più anziani, verrà falcidiato. È un nuovo criterio di scelta, per il quale potremo continuare a vedere uffici sfaccendati e uffici insolventi le loro funzioni.


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Contratti pubblico impiego: blocco fino a tutto il 2012 di tutti i contratti;

anche qui taglio con la scure e indiscriminato. C’è da domandarsi solo a cosa servono tanti dirigenti, quando non gli si concede di dirigere la cosa principale, ovvero il compenso rapportato al carico e difficoltà di lavoro.


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Stipendi pubblico impiego: congelamento sino a tutto il 2013 con retribuzione di riferimento 2010;

fa coppia con quello sopra.


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Pensioni d'invalidità: percentuale d'invalidità elevata all'85% dal 74% e maggiori controlli sui falsi invalidi;

praticamente solo ai moribondi. C’è qualcuno che si rende conto avere un NON invalidità del 15% ?

si muove magari solo una gamba, oppure una mano e l’avambraccio ma sordo, cieco,e senza denti.
E cosa sarebbero i nuovi “controlli sui falsi invalidi”? se uno è un “falso invalido” già può essere anche denunciato per truffa, se non lo è non servono ulteriori controlli. Questo è veramente fumo negli occhi.

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Acconto Irpef: differimento degli acconti per gli anni 2011 e 2012;

già sono una norma, che potrebbe essere tollerata ed avere un minimo di valore giuridico, se eventuali rimborsi avvenissero nel giro di qualche mese, ma dover anticipare tasse su redditi che FORSE si avranno solo l’anno prossimo ma che se non si avranno verranno rimborsati dopo anni, è decisamente un obbrobrio.


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Autostrade: introduzione dei pedaggi su raccordi autostradali;

dopo che tali raccordi li abbiamo pagati con le tasse passate, ora continueremo a pagare per usarli.

Della serie “prelievo infinito”.

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Deficit di bilancio comune di Roma: tassa di soggiorno su alberghi, pensioni e ostelli romani;

visto che non si ha il coraggio di ridurre i vantaggi per gli enti ecclesiastici, allora si colpisce tutti.


- Fisco: condono edilizio e sanatoria
case fantasma;

evidentemente il fisco e il catasto non sanno cosa sono le fotografie aeree.

Pertanto meglio sanare con importi ridicoli piuttosto che far pagare il dovuto, multe comprese. Gentile concessione ai delinquenti.

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Fisco: tracciabilità dei pagamenti sopra i 5 mila euro e intensificazione delle misure fiscali;

già, perché un pagamento da 100.000€ non è frazionabile in 20 pagamenti da 5.000€, vero ?

o si traccia tutto, o non serve a niente. Tracciato tutto, basta stabilire la soglia di analisi, partendo dall’alto verso il basso, ed estrarre, in segreto, le fasce desiderate. Pertanto anche questo solo fumo negli occhi.

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Costi pubblica amministrazione: taglio agli stipendi di dirigenti, manager e magistrati (dal 5% al 10%);

anche qui, la solita incapacità di valutare per cui si colpisce tutti.


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Costi apparato amministrativo: tagli a comuni e regioni;

e qui c’è da domandarsi la Lega, col suo federalismo, come la mette.

Visto che questi tagli sono una delle pietre portanti (per entità) della manovra, sostenere che così non si mette le mani in tasca ai cittadini è una vergognosa menzogna.
Perché riducendo o annullando i servizi sociali, a pagare sono quelli che ne usufruivano, ovvero i più poveri.
Senza contare che così si diminuisce ulteriormente la possibilità di far “politica” localmente.
Senza soldi non c’è niente né da scegliere né da decidere.

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Costi politica: tagli del 10% ai costi della politica (parlamento, ministri, auto blu, amministrazioni locali);

Bene, tagliamo a loro che sono proprio quelli cui, se gli togli qualcosa da una parte, lo arraffano dall’altra.

E chi controlla che non si aumentino le entrate “illegali” ? vietando intercettazioni ? o indagini giornalistiche che sovente arrivano prima della magistratura ?

Ovviamente l’unica cosa che avrebbe consentito di prendere due piccioni con una fava, ovvero una tantum piuttosto pesante su redditi alti (sopra i 200.000€/anno) sulle rendite da capitale e sui capitali stessi, tanto da ridurre la disponibilità a fare i perversi giochi finanziari, nemmeno l’ombra.

Complimenti.

Pensioni

Quando si fanno le proiezioni per prevedere quale sarà negli anni a venire il costo delle pensioni si omette un particolare di fondamentale importanza.

Ovviamente, per tale scopo, vale molto di più il fattore “aspettativa di vita” di quello “vita media”.
Il secondo comprendendo anche la mortalità infantile, è pesantemente cambiato proprio grazie alle nuove cure legate alle malattie infantili, che ne hanno fatto crollare le percentuali rispetto al passato. Quindi già questo ha innalzato il computo della “vita media” ma l’errore maggiore lo si sta commettendo sulla “aspettativa di vita”.
A parte il fatto che si considera troppo poco il fattore “quale vita” oltre ad una certa età, che , se è vero che la durata aumenta, la qualità tra Alzhaimer e altre menomazioni pesanti, che rendono la persona difficile da accudire, e quindi anche molto più costosa, che se unito al problema della sistemazione degli anziani, a quasi totale carico delle famiglie rende il problema veramente pesante seppur distribuito in modo difforme.
Della serie “a chi tocca tocca” che esula da qualsiasi principio di equità nei costi e sacrifici.
Ma l’errore grosso è calcolare tale “aspettativa di vita” sui dati raccolti alla data.

Oggi gli anziani sono quelli nati nell’anteguerra. Niente penicillina, antibiotici, sulfamidici.

Niente prevenzione ma solo “selezione naturale”.
Su famiglie di 10 figli ne sopravvivevano, soprattutto nelle campagne, 3 o 4, i più forti, i più adatti a sopportare una vita dura poco nutriti e sfruttati per le mansioni di casa sin da tenera età.
Ma questi sopravvissuti sono diventati forti, resistenti, e quindi ci ritroviamo 80enni e anche 90enni, ancora perfettamente efficienti.
Il discorso si stravolge nel dopoguerra, grazie a medicinali, cure, una possibilità di vita migliore, maggiore nutrimento, ecc… e la mortalità infantile crolla.
E contemporaneamente crolla la natalità, e si passa dai 10 figli a 2, 3, i quali sopravvivono quasi tutti.
Queste sono le persone che oggi hanno tra i 60 e 65 anni.
Ma sono anche persone che hanno già visto morire dei loro compagni a 35, 40 anni, e sempre più mano a mano che il tempo passava.

Se è vero che le cure riescono a rimediare molti mali, è anche vero che a questa età arrivano persone col cuore già rattoppato, prostata , fegato e stomaco sui quali già si è intervenuto, e non sempre in modo appropriato.

Togliere tonsille e adenoidi, se è vero che ha diminuito la tendenza alle infezioni orali, è anche vero che ha abolito un filtro, una barriera naturale a virus e bacilli. Invece di evidenziare il problema della respirabilità dell’aria, soprattutto nei grossi centri, si è preferito togliere le difese predisposte dalla natura contro di esse. L’appendice si irrita, si infiamma ? invece di modificare la dieta, o cercare di capire cosa si trangugia di dannoso, si asporta.
Criteri medici criminali di questo tipo hanno così prodotto una generazione di “rattoppati” che hanno già subito 1, 2, 3 interventi al cuore, allo stomaco , ecc…
Ora, vogliamo paragonare l’aspettativa di vita di questi “rattoppati” con quella dei sopravvissuti a quella “selezione naturale” operata nell’anteguerra ? e tutto ciò senza considerare i costi umani ed economici che persone fisicamente insufficienti gravano sulle famiglie, lasciate a gestirsi i problemi senza aiuti né riconoscimenti, anzi, alzando le invalidità all’85%.

Ecco come, agire oggi sulle pensioni, senza tenere conto di questa importante mutazione delle condizioni fisiche è non solo scorretto, ma criminale.


Andrea Mensa (Libero pensatore ed analista)

 

 

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nemo 06/04/2010 22:37



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