Caro Zaia, ti aspettiamo in Virginia

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Liberaopinione


Caro Zaia,

ho letto sulla stampa dell’indignazione da te manifestata, ai limiti dell’incidente diplomatico, in occasione della fiera orafa di Vicenza, nei confronti in particolare dell’ Iran, di cui il tuo indirizzo di studi probabilmente non ha consentito di conoscere la civiltà millenaria ne’ il retaggio del famoso Impero Persiano di Ciro, e che, inequivocabilmente, vedi come patria di invasati che “avallano pratiche barbare” e che non verranno mai da te ricevuti alla Regione Veneto.


Forse non lo ricorderai più, anche perché allora eri solo una promessa della politica, ma anni orsono Umberto Bossi si recò in visita a Milosevic nella ex Jugoslavia per esternargli la sua solidarietà per le stragi compiute dai civilissimi bombardieri americani contro la popolazione civile. Cosa che oggi non farebbe più essendo ministro di uno dei governi più atlantisti e filoamericani dell’ Unione Europea.


Conosco molto bene la Lega per averla rappresentata da senatore per tre legislature e so che quello che viene detto o fatto dire è molto spesso solo materia di propaganda che non ha nessun seguito; motivo alla base della mia decisione di salutare la compagnia senza particolari rimpianti, a differenza di qualche comune amico.


E’ molto facile, caro Zaia, continuare a predicare la liberazione del sacro suolo dall’ infedele o dire, come hai fatto tu anche l’altroieri: “Le islamizzazioni se le vadano a fare a casa loro”. Se non volete i musulmani o i marocchini o i nigeriani basta non farli entrare né via Lampedusa, né via Gorizia, né per treno, né per via aerea. E se molti vostri elettori proprio non li vogliono (non certo quel vostro ex consigliere comunale arrestato ieri a Verona per aver venduto permessi di soggiorno falsi agli immigrati) è sufficiente che non li assumano e rinuncino così alla tentazione di pagarli a metà stipendio come spesso hanno fatto notare gli ispettori del lavoro. E se poi non volete le moschee, provvedete in merito. Quale miglior occasione detenendo con Maroni il Ministero dell’ Interno? Siete o no il partito-forte del governo, senza il quale Berlusconi sarebbe costretto a far le valigie?


La verità è che, mi ripeto, passati i tempi delle visite a Milosevic, siete parte integrante del più filoatlantico e filoamericano governo dell’ Unione Europea e, per rimanerci, avete fatto strame di quello che un tempo predicavamo.


“Padroni a casa nostra”, si diceva allora. Da intendersi: “Ognuno padrone a casa sua”: gli americani in America, gli italiani in Italia, gli iraniani in Iran. E non gli USA in Iraq, in Iran o in Afghanistan e noi con loro per “esportare democrazia”. O vogliamo obbligare i cinesi a mangiare il riso con le forchette anziché con le bacchette e i musulmani a convertirsi alla religione cristiana?


Siamo d’accordo che con gli slogan si raccolgono voti facili, ma non sarà possibile vivere di slogan per tutta la vita, senza arrivare mai ad una conclusione e a dei risultati concreti.


Comunque, visto che anch’io, come te, la penso in un certo modo nei confronti dell’inciviltà e della barbarie, voglio mettere alla prova la tua buonafede invitandoti a manifestare la tua indignazione fin da ora per tentare di sottrarre alla sedia elettrica, il prossimo 23 settembre, Teresa Lewis, condannata in Virginia (USA) per gli stessi reati per i quali è stata condannata (pena sospesa) l’iraniana Sakineh Ashtiani.


Non ti ho sentito protestare per le atrocità dei massacri civili a Gaza, in Iraq, in Afghanistan e nemmeno per le offese alla dignità umana nel carcere americano di Abu Ghraib, ma sono quasi certo che stavolta ci sarai. Come ai bei tempi delle visite a Milosevic, magari assieme a Bossi e ai Ministri Frattini e Carfagna.

 

Antonio Serena

 

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