Borse ko con Atene e Lisbona. L’Europa perde la testa…e molto altro!

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: CONTROINFORMAZIONE

Borse ko con Atene e Lisbona
Molti se lo aspettavano. Ma l’effetto annuncio è comunque sempre notevole: S&P’s ha declassato il Portogallo. E poi, a mercati chiusi, ha tagliato il merito di credito della Grecia. Un “uno-due” che ha stordito le Borse. Fino a quel momento la giornata era negativa ma le perdite erano limitate.

Poi, è arrivata S&P’s e i listini sono crollati. L’agenzia di rating ha tagliato il merito di credito di Lisbona da «A+/A-1′» a «A-/A-2» con outlook negativo, aprendo quindi la strada alla possibilità di un altro abbassamento del rating. Poco dopo l’agenzia ha declassato il rating della Grecia a livello ‘junk’, spazzatura. In meno di mezz’ora le Borse del vecchio continente hanno quasi raddoppiato la performance negativa. L’ Europa si è votata al pessimismo: Parigi, Londra, e Francoforte hanno chiuso ben sotto la parità. Non è andata meglio a Piazza Affari, dove il Ftse all share ha ceduto il 2,4% e il Fste mib il 3,3per cento. La Borsa di Atene, dal canto suo, è andata sotto di oltre il 7 per cento. In ribasso anche Wall Street . Le piazze a stelle e strisce, fino al declassamento del Portogallo, avevano traccheggiato. Poi, hanno virato fortemente verso il basso. Il Dow Jones perde l’1,19%, il Nasdaq l’1,4% e l’S&P500 l’1,53 per cento. In America avevano visto il problema del debito dei Piigs un tema europeo. Ma la scure su Atene ha mutato gli animi.

Di conseguenza, sono state dimenticate le news positive. In primis, sul fronte dei conti, le buone nuove da Ford che ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con 2,1 miliardi di dollari di utile, e ha detto di attendersi un «solido» profitto anche nel 2010, con un anno di anticipo rispetto alle precedenti stime. E poi la fiducia dei consumatori Usa che é salita in aprile a 57,9 punti da 52,3 in marzo. Il dato reso noto dal Conference Board é migliore delle attese degli analisti che avevano previsto un rialzo contenuto a 54 punti.

Merkel “temporeggiatore”
La giornata non era comunque iniziata nel migliore dei modi. I mercati erano già innervositi dalla strategia della Germania e del cancelliere Angela Merkel, di fronte alla Grecia, che ricorda quella del “Temporeggiatore”, il generale romano Quinto Fabio Massimo, noto per la sua tattica di logoramento nei confronti degli avversari, in particolare Annibale.

Attendere, temporeggiare per cogliere il massimo del risultato. È quello cui punta Berlino che, populisticamente, dice: intervveremo all’ultimo minuto, per evitare che la mano tesa troppo presto diventi, poi, una scusa per Atene che potrebbe allentare la presa sui suoi problemi di bilancio. Un messaggio mandato agli elettori, che non vedono di buon occhio l’idea di tirar fuori soldi in favore delle finanze pubbliche greche. Anche se, poi, ovviamente le cose non sono così semplici: le banche tedesche sono esposte sulla Grecia; e quegli stessi tax payer teutonici hanno già aiutato il sistema finanziario tedesco che, quando c’era da guadagnare, non ha disdegnato le sirene elleniche. Ma tant’è le lezioni regionali sono il 9 maggio e, almeno fin lì, è probabile bisognerà aspettare il “Temporeggiatore” tedesco. Mentre il 19 maggio il governo del primo ministro George Papandreau dovrà tornare sul mercato per rifinanziarsi vista la scadenza di circa 10 miliardi di bond. Il tempo, insomma, stringe. E la stessa Atene ha lanciato un allarme contro questa strategia: abbiamo bisogno dei prestiti dell’Unione Europea e dell’Fmi entro il 19 maggio perché «non siamo in grado» di finanziarci sui mercati ha detto il ministro delle Finanze greco, Giorges Papaconstantinou, aggiungendo che la «mancanza di chiarezza» sulla posizione dell’Europa «non é di aiuto» al Paese.

A Piazza Affari crollano le banche
Sui titoli a Piazza Affari, in particolare, da segnalare il tonfo delle banche. Intesa Sanpaoloha ceduto oltre il 5%, Pop Milano oltre 4,7%, Unicredit il 4,4%, Mps il 3,7%, Ubi Bancai il 3,7% e Mediobanca il 3,35 per cento.

Giù anche Enel che aveva resitito oltre la parità per mettà seduta. In mattinata Morgan Stanley ha alzato il giudizio sul titolo da equalweight a overweight, con target price a 5 euro. I motivi? Principalmente tre. In primis «utili con buoni margini di ripresa e miglioramenti nel deconsolidamento del debito: il titolo é a sconto del 30% se si guarda il rapporto prezzo/utili del settore, sottolinea Morgan Stanley. Poi «utili più alti e sicuri per il futuro, grazie all’aumento del fatturato e al taglio dei costi». E infine «un potenziale di crescita di lungo periodo almeno in linea con il settore».

Sale l’oro cede l’euro.
In queste sedute concitate gli investitori cercano porti sicuri per i loro soldi. Quasi con effeto pavloviano, dopo il taglio del rating di Atene è salita la quotazione dell’oro: le quotazioni del metallo giallo sono salite dell’1%, o 11,07 dollari, a 1.164,57 dollari.

Invece è scivolato verso il basso l’euro: la divisa unica europea alle 18 scambiava 1,3225 contro il dollaro. In ribasso anche nei confrontti dello yen: 124,39 contro la moneta del paese del Sole levante.

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