Aumenta paura debito. Giù Borse e euro, vola oro

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

INTOX 


ANSA

14 maggio 2010 MILANO. Torna a salire rischio default dei cosiddetti paesi periferici dell'eurozona, Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia. Dopo l'avvio negativo di Wall street le Borse europee si sono mantenute sulle perdite segnate fino al primo pomeriggio, per poi ampliare improvvisamente i ribassi: l'indice Ftse Mib segna una perdita del 5,14% a 19.805 punti, l'Ftse All Share un ribasso del 4,89% a quota 20.432.

Nei primi scambi alla borsa di New York gli indici sono in deciso calo: il Dow Jones perde lo 0,66%, lo S&P segna -0,67% e il Nasdaq -0,93%.


L'euro, dopo essere sceso sotto la soglia di 1,25 dollari per la prima volta dall'inizio di marzo 2009, ha ampliato il ribasso scendendo fino a 1,2480 dollari.


Nuovo record dell'oro, che sfiora i 1,250 dollari all'oncia: al mercato di New York le quotazioni sono salite fino a 1.249,20 dollari l'oncia. L'oro ha ampliato il rialzo raggiungendo i 1.249,70 dollari al Comex di New York per i contratti con consegna a giugno. A Londra, l'oro con consegna immediata è salito fino a un massimo di 1.249,40 dollari.

 

 

INFO

Da: GENTES

C’erano un volta gli “Stati sovrani” che padroneggiavano la “moneta”. Poi i “rapaci” si sono imposti, gli Stati sovrani hanno rinunciato alla loro “sovranità monetaria” e i popoli sono diventati preda dei rapaci.

Dopo tanti tentennamenti, la “pallida Europa” aveva messo su un “piano di salvataggio” dei “paesi deboli dell’area Euro”. Era un piano dissennato. E difatti.... E difatti gli Stati sovrani si erano spogliati della loro sovranità monetaria a favore della BCE. Ora, nel momento del bisogno, non era la BCE che dava soldi agli Stati sovrani, ma le banche. A parte gli interessi da pagare, le banche avevano interessi diversi dagli Stati sovrani. Fu così che le banche affondarono il piano appena varato.

Josef Ackermann, numero uno di Deutsche Bank, in un'intervista alla Zdf, ha espresso forti dubbi sulla capacità della Grecia di rimborsare l'integralità del suo debito, aggiungendo che Atene deve essere stabilizzata perché un “collasso” avrebbe “sicuramente” effetti disastrosi per altri Paesi e potrebbe causare “un meltdown” dell'Eurozona. Ripeto: Josef Ackermann, numero uno di Deutsche Bank, una delle principali banche europee. Che non è lo “scemo del villaggio” che declama al bar, ma un personaggio già consultato in occasione del varo delle “misure per la salvaguardia dei paesi aderente all’Euro”. Inutile dire che simili pubbliche dichiarazioni hanno determinato un terremoto finanziario.

Ecco, la prova del nove che le banche remano contro gli Stati sovrani. Colpa delle banche che speculano? No colpa degli Stati che si sono spogliati della loro “sovranità monetaria” a beneficio delle banche. Banche che fanno il bello e il brutto tempo. E’ tempo di riprendersi la sovranità monetaria, E’ tempo di nazionalizzare le azioni della Banca d’Italia finite in mani private. Come primo passo necessario per riportare ordine in Europa.

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