ASTENSIONISMO PERCHE’

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Laboratorio Politico “Forza Uomo”

Centri Studi Socialismo Nazionale



Noi vogliamo e dobbiamo fare politica al di là dei sentimenti 
e dei “risentimenti” nietzscheanamente intesi.
Attardarci ancora a parlare dei Giuda da tre danari che, tradendo i militanti, hanno fatto mercimonio delle Idee è a dir poco riduttivo. Ed è altrettanto riduttivo, oltre che idiota, andar dietro agli strateghi dello strapuntino ed ai ciarlatani del “meno peggio”. 


 

Nello scenario esistente e nella dimensione attuale, caratterizzata dall’appiattimento omologo di tutte le formazioni partitiche sulle posizioni di servaggio 
nei confronti delle centrali usurocratiche sovranazionali, è 
impensabile continuare a considerare le “forme del politico”  in

termini elettorali.


 

La scelta dello “Zero Voto”, ancora più che legata 
ad un obbligo di coerenza dottrinaria, è una scelta di lotta politica diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il “rito del voto” costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie a danno del Popolo. 


L’astensione serve a far comprendere ai “camerieri delle banche” che i giochi vanno a chiudersi, che la gente non è più disposta ad essere usata per sostenere in nome di un’inesistente democrazia questo sistema di potere. “Il sistema non si cambia cambiando qualche uomo ma cambiando il sistema”.



Ricordate? “Noi, Tabularasa, quelli che … un calcio in culo al  sistema”.

Un progetto politico alternativo deve essere mirato come “funzione di servizio” per i cittadini che vivono nella Comunità e per la Comunità.

 

 
Per chi guarda “oltre”, l’astensione non è soltanto un dovere ma 
costituisce un ritorno al Politico.


 Noi abbiamo, insomma, il compito di farci “lievito” per ricreare un senso nuovo della politica, superando la raffigurazione di parte in direzione di un obbiettivo comunicabile, chiaro, comprensibile:

la costruzione del Fronte di Liberazione Nazionale.


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