Argo 16’ e ‘Lodo Moro

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: doncurzionitoglia.com

Argo 16 è il nome dell’aereo italiano con il quale due terroristi, che a Ciampino si accingevano ad abbattere con missili terra-aria l’aereo El Al con a bordo Golda Meir, dopo essere stati rimessi in libertà provvisoria, furono accompagnati il 30 ottobre 1973, clandestinamente, in Libia. Tre settimane dopo, il 23 novembre 1973 alle sette del mattino Argo 16 si schiantò al suolo con i suoi quattro componenti dell’equipaggio. «Lo stesso equipaggio che aveva condotto i palestinesi a Tripoli. Incidente o attentato?. Il generale Gianadelio Maletti, in presenza del generale Vito Miceli e di altri ufficiali, si disse convinto che si era trattato di un atto di sabotaggio compiuto da agenti del Mossad.

Anni dopo il generale Ambrogio Viviani, capo del controspionaggio dal 1970 al 1974, sembrava condividere l’ipotesi. Sulle pagine del
Giornale Miceli afferma: “Fu fatto esplodere”. Su Panorama Viviani è ancora più esplicito: “si è trattato di un avvertimento un po’ cruento dei Servizi d’Israele al governo italiano”».

Il giudice della Procura di Venezia Carlo Mastelloni, cui fu affidato il caso, ritiene che l’
Argo 16 sia stato sabotato e lega tale attentato oltre al trasporto dei due palestinesi in Libia al patto o “Lodo Moro”, ossia all’intesa tra il governo italiano, di cui Moro era allora Ministro degli Esteri, e l’Olp. L’Italia si garantiva l’immunità da attacchi terroristici palestinesi e in cambio chiudeva un occhio sul trasporto attraverso il suo suolo di armi ed esplosivi diretti altrove. «Il patto, ovviamente, non stava bene a Israele.

E il sabotaggio di
Argo 16 a giudizio di Mastelloni , sarebbe una ritorsione non soltanto per la liberazione dei due palestinesi, ma un avvertimento legato al complesso delle “concessioni” italiane ai nemici di Tel Aviv». Inoltre per quanto riguarda il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro nel 1978, secondo ciò che ha rivelato nel 2005 l’ex vice segretario della DC Giovanni Galloni, il Mossad e la Cia si erano infiltrati nelle BR in vista di una «destabilizzazione dell’Italia al fine di indurre l’America a vedere Israele come l’unico punto di riferimento alleato nel Mediterraneo per averne in tal modo maggiore sostegno in termini politici e militari».

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