Afghanistan. Pakistan sotto accusa- gli USA/ISRAEL preparano l'attacco

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Rinascita

Di: Ferdinando Calda

 

Fuoco incrociato contro il Pakistan dopo che i documenti riservati pubblicati da Wikileaks hanno nuovamente portato agli onori delle cronache i fumosi rapporti tra i potenti servizi segreti pachistani e i gruppi di insorti che operano al confine con l’Afghanistan.


I Paesi occidentali (Stati Uniti e Gran Bretagna in testa), pur confermando a parole la fiducia nell’operato di Islamabad, sono tornati a chiedere un maggiore impegno nella lotta al terrorismo, accusando il Pakistan di “promuovere l’esportazione del terrore”.


Nel frattempo aumenta anche il malumore del governo afgano, per il quale il sospetto che i talibani mantengono i loro rifugi oltreconfine rende ancora più insopportabile la massiccia presenza dei militari stranieri nel Paese. Ieri, durante una conferenza stampa, il presidente afgano Hamid Karzai ha invitato gli alleati della Nato a portare la guerra al terrorismo fuori dai “villaggi e dalle case dell’Afghanistan” e a concentrarsi invece sui “santuari e sui luoghi di finanziamento e di preparazione” dei terroristi. Questi luoghi, ha aggiunto con un chiaro riferimento al Pakistan, “sono fuori dall’Afghanistan”. “I nostri alleati ne hanno le potenzialità”, ha continuato, “perché non agiscono?”.


Un primo attacco contro il Pakistan era arrivato già il giorno prima dal premier britannico David Cameron (foto), che durante la sua visita in India ha dichiarato: “Non possiamo tollerare in nessun modo l’idea che questo Paese faccia il doppio gioco e sia in grado di promuovere l’esportazione del terrore, che sia in India, in Afghanistan od ovunque nel mondo”.


Cameron ha quindi voluto lanciare un messaggio “molto chiaro” al Pakistan “da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna”: “Gli Stati democratici che vogliono fare parte del mondo sviluppato non possono avere qualsiasi tipo di relazione con gruppi che promuovono il terrore”.
Ovviamente non si è fatta attendere la reazione dei pachistani, infastiditi anche dal fatto che, mentre il premier britannico lanciava le sue pesanti accuse, si apprestava a firmare accordi commerciali e di collaborazione nucleare con lo storico nemico indiano.


“Una visita bilaterale mirata a generare affari poteva essere fatta senza danneggiare le prospettive per la pace regionale”, ha scritto l’Alto commissario pachistano in Gran Bretagna, Wajid Shamsul Hasan, in un articolo pubblicato sul Guardian. Per rispondere alle dichiarazioni di Cameron, Hasan ha voluto ricordare gli “enormi sacrifici” fatti dal Pakistan nella guerra al terrore dall’11 settembre, e, allo stesso tempo, ha messo in discussione l’attendibilità dei documenti pubblicati da Wikileaks. “Sembra si faccia più affidamento sulle informazioni basate su indiscrezioni d’intelligence, che mancano di prove credibili”, ha spiegato.


Anche il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Abdul Basit, ha sottolineato che si tratta di informazioni “vecchie e non verificabili”. “Se si inizia a trarre conclusioni da rapporti come quelli – ha commentato ai microfoni di Bbc Four World at One – ovviamente ci si distrae”.

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