Afghanistan, i dossier segreti: "Il Pakistan fa il doppio gioco"

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da:INFORMAZIONE LIBERA

L'organizzazione Wikileaks ha diffuso 92mila documenti top secret. Bin Laden protetto da Islamabad, stragi di civili e armi teleguidate. La Casa Bianca: così a rischio la vita degli americani. 

Un conflitto fallimentare. Così, in sostanza, l'intelligence americana definisce il conflitto afghano, stando a una mole di 92 mila documenti e rapporti segreti militari che il sito Wikileaks, sito specializzato nella diffusione di dossier coperti da segreto, ha fornito ai media. I file mostrano inoltre le vere dimensioni del dispiegamento militare. Intanto, il capo degli Stati maggiori interarmi americano Mike Mullen ha sostenuto che i massimi dirigenti di Al Qaida, compresi bin Laden ed il suo vice Al Zawahiri, si nascondono e sono protetti in Pakistan. 

IL DOPPIO GIOCO DI ISLAMABAD 

- Stando ai documenti messi a disposizione del New York Times, del britannico Guardian e del tedesco Der Spiegel dall'organizzazione Wikileaks, i servizi segreti pakistani hanno incontrato più volte i rappresentanti dei Talebani in Afghanistan per organizzare reti di militanti per combattere i militari americani e attentati contro i leader afghani. Appare così un volto diverso del Pakistan, ufficialmente alleato degli Stati Uniti nella lotta ai Talebani, per la quale riceve da Washington un miliardo di dollari l'anno.

E se la Casa Bianca ha "duramente condannato" la fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan e funzionari Usa non intendono confermarle, molte informazioni dei documenti vengono giudicate affidabili dai militari. Tra queste, vi è la descrizione del lavoro dei servizi segreti pakistani accanto ad al-Qaeda per la pianificazione di attentati terroristici. Nei documenti viene riportata anche la frustrazione dei soldati americani per la debolezza dimostrata dal Pakistan nel combattere i Talebani ai posti di frontiera. Uno scenario che contrasta con l'immagine dell'alleato pakistano presentato al pubblico americano e che ha giustificato la campagna militare portata avanti con droni sul territorio di Islamabad per stanare le basi di al-Qaeda. 

DA BUSH A OBAMA 

- In base ai dossier l'esercito pakistano sembra aver agito come nemico-amico e il suo servizio di spionaggio ha svolto un doppio gioco che gli ufficiali americani sospettavano da tempo. Lontano dai riflettori mediatici, scrive il New York Times, sia l'amministrazione guidata da George W. Bush, sia quella dell'attuale presidente Usa Barak Obama hanno accusato i servizi di intelligence pakistani di complicità negli attacchi in Afghanistan. Funzionari dell'esercito americano ha anche redatto una lista dei militari e degli agenti segreti pakistani che, a loro avviso, collaboravano con i Talebani. Benjamin Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale Usa per le comunicazioni strategiche, ha detto che il Pakistan era un alleato importante nella lotta contro i gruppi militanti, e che i soldati pakistani e i funzionari di intelligence avevano lavorato a fianco degli Stati Uniti per catturare o uccidere leader di Qaeda e Talebani.

Ma, ha aggiunto, lo "status quo non è accettabile" e il rifugio per i militanti in Pakistan "costituisce una minaccia intollerabile" che Islamabad deve affrontare con maggior risolutezza. "Il governo pakistano e i servizi di intelligence devono continuare il loro impegno strategico contro i gruppi estremisti violenti all'interno dei loro confini", ha detto Rhodes, assicurando che l'impegno di Washington continuerà. 

UNITÀ SEGRETE E ARMI TELEGUIDATE

- Dai 92.000 rapporti classificati del Pentagono che coprono sei anni di guerra e che rappresentano la maggiore fuga di notizie della storia militare americana emerge l'uccisione di centinaia di civili in scontri che non sono mai stati divulgati, gli attacchi dei talebani che hanno rafforzato la Nato e stanno alimentando la guerriglia nei vicini Pakistan e Iran.

Scioccanti i contenuti pubblicati: civili morti e di cui non si è mai saputo nulla, un'unità segreta incaricata di "uccidere o catturare" ogni talebano senza alcun processo, i droni Reaper telecomandati a distanza da una base del Nevada, la collaborazione tra i servizi segreti pakistani (Isi) e i talebani. Amara la considerazione finale: "dopo aver speso 300 miliardi di dollari in Afghanistan, gli studenti coranici sono più forti ora di quanto non lo fossero nel 2001". 

"IN PERICOLO I NOSTRI SOLDATI"

- Furente la Casa Bianca che ha condannato "con forza" la pubblicazione del materiale riservato: "Possono mettere a rischio - ha detto non il solito portavoce, ma addirittura il consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama, il generale James Jones - la vita degli americani e dei nostri alleati, e minacciare la nostra sicurezza nazionale". Indispettito anche l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Husain Haqqani, che ha definito "irresponsabile" la pubblicazione del materiale riservato.

La Casa BIanca ha fatto comunque notare che il materiale copre l'arco di tempo dal gennaio 2004 al dicembre 2009". Per la prima volta inoltre è emerso che "i talebani hanno usato missili portatili a ricerca di calore contro gli aerei della Nato come gli Stinger che la Cia fornì ai mujaheedin di Osama bin Laden "per combattere contro i sovietici negli anni '80", si legge sul sito. Dall'arrivo di Obama alla Casa Bianca le truppe Usa "usano molti più droni (aerei senza piloti) malgrado le loro performance siano meno notevoli di quanto ufficialmente riferito.

Alcuni si sono schiantati al suolo o si sono scontrati in volo, costringendo le truppe americane ad intraprendere rischiosissime operazioni di recupero prima che i talebani riuscissero ad impadronirsi dell'armamento e della tecnologia". "La Cia ha allargato le operazioni paramilitari in Afghanistan" e "dal 2001 al 2008 ha finanziato il budget dell'intelligence afghana, trattandola come una sua affiliata virtuale". Dagli archivi riservati emerge inoltre che la coalizione sta usando sempre più le armi letali Reaper per fulminare gli obiettivi talebani in modo telediretto da una base del Nevada. 

 

ECCO LA SCUSA PER IL PROSSIMO ATTACCO USA/ISRAEL AL PAKISTAN

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